F1, addio all’Arabia Saudita? Hamilton svela dettagli sul futuro di Jeddah

La F1 potrebbe dire addio al Gran Premio dell’Arabia Saudita dopo le vicende degli ultimi giorni. Lewis Hamilton dice la sua sul futuro.

Un fine settimana con pochi precedenti quello che la F1 ha vissuto a Jeddah. Durante la prima sessione di prove libere, un attacco missilistico ha colpito una base dell’Aramco a 20 chilometri dalla pista. Dopo delle lunghe riunioni, il Circus ha deciso di andare avanti, disputando regolarmente il Gran Premio dell’Arabia Saudita.

F1 Lewis Hamilton (ANSA)
F1 Lewis Hamilton (ANSA)

Lo spettacolo offerto dalla gara è valso sicuramente il prezzo del biglietto, ma su Jeddah aleggiano moltissimi dubbi. Anche il tracciato è sotto accusa, specialmente sotto il profilo della sicurezza. Mick Schumacher è stato protagonista di un devastante incidente a bordo della sua Haas in qualifica, dopo essere transitato un cordolo eccessivamente alto.

La F1 e la FIA perseguono da anni delle battaglie per la sicurezza, portando anche a dei lavori per modificare il fantastico Eau Rouge di Spa-Francorchamps. Intendiamoci, è giusto salvaguardare la vita e la salute dei piloti, ma qual è il senso di correre a 320 km/h nel bel mezzo dei muretti? Su questo e sulla sicurezza di un paese come l’Arabia Saudita, chi di dovere dovrà interrogarsi per il futuro svolgersi della manifestazione.

F1, Lewis Hamilton ed i dubbi su Jeddah

Lewis Hamilton aveva sfoggiato un casco arcobaleno per il Gran Premio dello scorso 5 dicembre, vincendo al debutto assoluto della F1 sul tracciato di Jeddah. Lo scorso week-end, invece, il sette volte campione del mondo è stato protagonista di una qualifica terribile e di una gara incolore, conclusa solamente al decimo posto.

Il britannico, dopo la gara, ha riferito ai giornalisti: “Sono così felice che il fine settimana sia finito e sono anche così felice che tutti siano al sicuro. Non vedo l’ora di andare via. Se vorrei che Jeddah tornasse in calendario il prossimo anno? Al momento voglio solo andare a casa a riposarmi“.

Il fenomeno della F1 è rimasto molto vago, preferendo evitare commenti sul luogo dove il Circus ha appena gareggiato. Per coerenza, Liberty Media e la Federazione Internazionale dovrebbero annullare il contratto con i promoter locali esattamente come fatto con il Gran Premio di Sochi, ma ci sono diversi dubbi su questa vicenda.

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Quel che è certo è che si attende una maggior “forza” da parte dei piloti che scendono in pista, che mai vengono interpellati sui paesi nei quali si andrà a gareggiare. Con ogni probabilità, il GP di Russia sarà rimpiazzato dal Qatar, altro stato in cui i petroldollari la fanno da padrone. E c’è la netta sensazione che anche Jeddah non verrà rimossa dal calendario.