F1, c’è un retroscena inquietante dietro al GP di Jeddah: ecco la situazione

La F1 è in pista a Jeddah per il secondo appuntamento del mondiale 2022. Si tratta di uno dei fine settimana più assurdi della storia.

Il mondiale di F1 targato 2022 si appresta ad essere uno dei più entusiasmanti della storia, ma è incappato in un week-end da incubo nel Gran Premio dell’Arabia Saudita. Il Circus è di scena per la seconda volta in pochi mesi sulla pista di Jeddah, dove il 5 dicembre avevamo assistito ad un fantastico duello tra Lewis Hamilton e Max Verstappen.

F1 (LaPresse)
F1 (LaPresse)

A far notizia, in questi giorni, non è tanto il lato sportivo, quanto i drammatici eventi che ne stanno funestando l’incedere. Nella giornata di venerdì, mentre le monoposto stavano affrontando il primo turno di prove libere, a 20 chilometri dalla pista di Jeddah è infatti accaduto l’impensabile: un drone ha lanciato dei missili che sono caduti proprio sulla struttura Aramco presente a Jeddah, provocando un’enorme esplosione ed una gigantesca nuvola di fumo.

Negli ultimi giorni si era parlato di gravi tensioni tra il governo saudita ed i ribelli yemeniti, i cosiddetti Houti. I terroristi, appoggiati dall’Iran, hanno catalizzato la loro attenzioni contro le strutture dell’Aramco, che sponsorizza anche la gara di F1. Dopo tante riunioni, proseguite sino alle 3 di notte locali tra venerdì e sabato, il Circus ha deciso di andare avanti e di disputare l’intero programma regolarmente.

F1, si è diffusa la voce della minaccia ai piloti

Alcuni piloti di F1 non avrebbero voluto disputare questa gara, tra cui Lewis Hamilton, George Russell e Fernando Alonso. Ad un certo punto, sembrava che l’evento potesse essere effettivamente cancellato, ma la voce è in seguito rientrata. Ralf Schumacher e la truppa di SKY Germany hanno deciso di lasciare l’Arabia Saudita, non giudicando idoneo il clima per la disputa di un evento sportivo.

Nella giornata di ieri, la BBC ha addirittura diffuso la voce relativa ad un’effettiva minaccia relativa alla sicurezza dei piloti. Sulla decisione di proseguire con il regolare svolgimento del programma infatti, avrebbe influito la pressione del governo saudita, intenzionato a non permettere ai piloti di lasciare il paese in caso di “ammutinamento”.

Si tratta di un vero e proprio ricatto, ma va detto che su questa voce sono state date diverse interpretazioni. Alcuni membri del paddock hanno smentito quanto affermato dalla fonte britannica, ma è certo che si tratta di una situazione paradossale che mai dovrebbe verificarsi nello sport. Fortunatamente, questa incredibile tre giorni sta per volgere al termine, nella speranza che la gara regali spettacolo nel nome della sicurezza di tutti.