La F1 insegue il calcio: ora c’è una grande novità per tanti team

Anche il Circus apre le porte alle criptovalute. Da Mercedes a Red Bull, passando per Ferrari, ecco il perché a queste sponsorizzazioni.

Sono da anni sulla cresta dell’onda ma solo adesso stanno vivendo un periodo di vero boom. Parliamo delle criptovalute, una sorta di moneta digitale creata attraverso un sistema di codici e che funziona al di fuori dei tradizionali sistemi bancari e governativi. Il bitcoin, la prima criptovaluta mai creata, è stato lanciata nel gennaio 2009. E da allora se ne sono diffuse migliaia in tutto il mondo. Inizialmente, sono state create con lo scopo di fornire un metodo di pagamento alternativo per le transazioni online. Adesso però sono sempre più diffuse.

La RB18 in pista (foto EPA/Alejandro García)
La RB18 in pista (foto EPA/Alejandro García)

E del valore delle criptovalute se n’è accorto anche il mondo dello sport. In particolare il calcio nelle ultime stagioni ha visto una aumento esponenziale di sponsorizzazioni di monete virtuali, che sta portando nelle casse dei club cifre importanti in un momento di grande difficoltà.

La F1 apre alle criptovalute

Adesso però si parla sempre più di criptovalute anche nel mondo della F1, che si è lasciata ammaliare da queste nuove sponsorizzazioni. Mercedes, Red Bull, Aston Martin, Alpine e la stessa F1 hanno accordi in tal senso, Alfa Romeo ha una partnership con NFT, AlphaTauri, McLaren, Alpine e Ferrari collaborano con piattaforme blockchain e Aston Martin con una piattaforma di scambio.

Proprio la Red Bull ha annunciato una partnership redditizia con l’exchange di criptovalute ByBit prima dei test di Barcellona. E così il team principal Christian Horner ha giustificato l’accordo: “Il mondo si sta evolvendo, il mondo sta cambiando. L’intero settore delle criptovalute è affascinante, lo vediamo in tutti gli sport e ovviamente è qualcosa a cui guardiamo”.

Ma al tempo stesso le criptovalute, a livello globale, hanno creato seri interrogativi sul loro impatto ambientale (le transazioni possono consumare enormi quantità di energia, soprattutto con Bitcoin) e sulla stabilità delle piattaforme, dopo i recenti crolli di valore e i furti avvenuti in Rete. Per non parlare dell’elevata possibilità di fallimento di certe iniziative. Basti pensare alla piattaforma Iqoniq, i cui loghi erano apparsi in precedenza su Alfa Romeo, Williams e McLaren, e che è stata messa in liquidazione all’inizio di quest’anno, lasciando quindi migliaia di utenti con monete virtuali senza valore.

E in merito a queste preoccupazioni è intervenuto recentemente anche il boss Mercedes, Toto Wolff: “L’argomento della sostenibilità è estremamente importante ma non riguarda solo l’estrazione mineraria e l’energia che consuma una criptovaluta, ma anche la provenienza dell’energia”. Ma poi ha anche affermato: “Non puoi chiuderti alla tecnologia moderna. Quella delle criptovalute è sicuramente un’area che crescerà”.

Wolff, che ha lavorato nel settore finanziario prima di entrare nel motorsport, vede un vero potenziale nelle valute online: “Oggi si effettuano pagamenti che richiedono due giorni per essere accreditati e che non possono essere effettuati al di fuori degli orari feriali. È qui che entrano in gioco le criptovalute. Ovviamente cercano visibilità attraverso la Formula 1, e tutti ne traiamo vantaggio”.

Anche il CEO di Alpine Laurent Rossi è stato estremamente positivo riguardo alle criptovalute: “È difficile ignorare che stiamo digitalizzando il mondo intero. E vede nuove possibilità: “Direi che le criptovalute possono anche ridurre l’impatto delle valute reali che hanno anche effetti negativi sulla società. Personalmente sono del tutto favorevole, quindi penso che stia andando nella giusta direzione. Così ci assicuriamo che la Formula 1 rimanga moderna e rilevante per il pubblico”.