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Formula 1

F1, la Red Bull è la nuova Brawn GP? Ecco cosa spaventa gli avversari

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Giovanni Messi

La Red Bull F1 ha effettuato un misterioso shakedown sul tracciato di Silverstone. Tra le novità spicca il pull rod anteriore e le pance.

In casa Red Bull si prepara il mondiale 2022, quello in cui Max Verstappen dovrà difendere il titolo mondiale vinto lo scorso 12 dicembre a discapito della Mercedes di Lewis Hamilton. L’olandese ha portato al debutto la RB18 sul tracciato di Silverstone, anche se lo shakedown non è stato troppo positivo.

La nuova monoposto progettata da Adrian Newey è incappata in un problema tecnico, che ha impedito a Sergio Perez di scendere in pista ed iniziare a prendere confidenza con la monoposto. La RB18 è, come da previsione, tutta diversa da quella della presentazione, dal momento che quella mostrata era soltanto una showcar priva anche del DRS.

La F1 ha abbracciato una rivoluzione tecnica senza precedenti nella storia, e dobbiamo ricordare che la parte più importante delle nuove vetture non sarà visibile dall’esterno: il ritorno dell’effetto suolo ha portato le squadre a realizzare due canali Venturi sotto la vettura, e chi saprà interpretare al meglio questa zona del regolamento avrà la meglio.

Per questo motivo, non deve spaventare il fatto che la Ferrari abbia presentato delle pance molto più ingombranti rispetto alla Mercedes, dal momento che non è possibile fare un raffronto diretto con le vetture dello scorso anno. Dando un’occhiata alle primissime immagini della vera Red Bull, si intravede subito la prima grande novità: la sospensione anteriore è pull rod, così come per la McLaren.

Sin qui, queste due squadre sono le uniche ad aver optato per questa soluzione, dal momento che sulla Ferrari si è invece visto il push rod, smentendo le indiscrezioni invernali. La certezza è che un genio come Newey non avrà fatto nulla per caso, per cui è lecito attendersi qualche altro colpo di scena sulla vettura di Verstappen e Perez.

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F1, la Red Bull punta sul pull rod per la prossima stagione

In casa Red Bull si è lavorato tantissimo per presentare una F1 ancor più competitiva di quella che ha consentito a Max Verstappen di mettere le mani sul suo primo titolo piloti. L’immagine frontale che è apparsa sui social ha evidenziato la presenza di una sospensione anteriore con schema pull rod.

La differenza sostanziale con il push-rod è la seguente: quando la vettura entra nella fase di rollio il push-rod lavora in compressione, mentre la pull-rod lo fa in trazione. Il puntone, nello schema pull-rod, è leggermente più spesso e montato con una diversa inclinazione, come si poteva ben vedere anche dagli on-board di qualche anno fa.

Con le nuove monoposto, l’inclinazione del pull-rod favorirebbe un minor disturbo aerodinamico ai flussi che si incanalano nel fondo della vettura. Per questo motivo, la Red Bull e la McLaren potrebbero aver pensato a questa soluzione, utilizzata già in F1 dalla Ferrari tra il 2012 ed il 2015 e dal team di Woking nel 2013.

Vedendo la forma dell’ala anteriore e lo schema sospensivo, c’è chi pensa addirittura che si possa pensare di incanalare l’aria verso una sorta di doppio diffusore, quello che mise le ali alla Brawn GP nel 2009. All’epoca, anche la Williams e la Toyota si presentarono al via del mondiale con quella soluzione, poi copiata dalla Red Bull e dagli altri dopo poche gare.

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Quando ci si ritrova di fronte ad un cambio regolamentare così importante, è sempre lecito attendersi che qualcuno sfrutti al meglio una zona grigia del regolamento. All’epoca toccò al team di Ross Brawn, ma anche Adrian Newey non sarebbe nuovo a colpi di genio di questo calibro. Quando vedremo in pista le monoposto capiremo meglio la situazione.

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Giovanni Messi
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