Ben Sulayem parla del silenzio di Hamilton: “Ma quale ritiro!”

I dubbi sul futuro di Hamilton in F1 arrivano fino alla Dakar. Da Jeddah il neo presidente FIA Ben Sulayem si esprime sul caso.

Mohammed ben Sulayem (©Getty Images)

Dopo la sconfitta di Yas Marina Lewis Hamilton ha fatto perdere le proprie tracce. Assente ingiustificato al Gala della FIA svoltosi a Parigi nella serata del 16 dicembre, è non solo scomparso dai social, ma poco prima aveva pure smesso di seguire il profilo del Circus.

E se come si suol dire tre indizi fanno una prova, in molti hanno interpretato l’atteggiamento del #44 come una resa. Un modo per comunicare la propria volontà di ritirarsi dalla massima serie.

Un comportamento da debole, che alcuni hanno dipinto come piangeria, che secondo il grande capo della Federazione Internazionale si esaurirà a breve.

Nessuna ipotesi di addio alla F1

Sbarcato in Arabia Saudita dove è appena partita l’edizione 44 della Dakar, Mohammed Ben Sulayem ha escluso assolutamente che l’asso della Mercedes possa aver optato per l’uscita di scena basso profilo, sostenendo al contrario di aver comunicato con lui e di averlo sentito sottotono sebbene motivato a proseguire.

“Gli ho mandato un messaggio”, ha rivelato l’emiro. “Non credo sia ancora pronto al 100% a parlare di quello che è successo e capisco la sua posizione. Lo avete sentito parlare di abbandono? Io personalmente no. Per questo sono fiducioso, molto fiducioso, sul fatto che ci sarà. E’ una parte fondamentale del nostro sport”, ha stressato il concetto.

Come noto, la frustrazione del 36enne è stata originata da un finale di campionato, a suo sfavore, praticamente deciso dal direttore di gara Michael Masi. Un episodio che da subito ha fatto chiacchierare e continuerà così a lungo, specialmente perché ha messo in luce come ad oggi i regolamenti che dettano lo svolgimento dei gran premi siano poco chiari e con molte zone grigie, interpretabili in maniera difforme.

“Sono stato eletto soltanto poche settimane fa e sto ancora studiando quello che è successo”, ha affermato il successore di Jean Todt. “La F1 è una categoria dinamica e noi dobbiamo esserlo altrettanto. Attivi più che reattivi. Le regole devono essere adattate. Il codice non è il libro di Dio. Può essere migliorato”, ha concluso anticipando ulteriori rimescolamenti.
Chiara Rainis