Redding, non solo Superbike: ha un altro sogno. “Sfida” Aleix Espargarò

Redding vuole laurearsi campione del mondo Superbike, ma ha anche un altro obiettivo per il futuro. Riguarda il ciclismo, altra sua passione.

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Scott Redding (Getty Images)

Non c’è solo il motociclismo tra le passioni di Scott Redding. Il pilota del Mondiale Superbike ha anche una grande passione per il ciclismo.

Sui social network condivide spesso foto e video riguardanti i suoi allenamenti. Addirittura ha deciso di andare in bicicletta da Jerez a Portimao quando il campionato SBK si è spostato dalla Spagna al Portogallo. Si tratta di oltre 300 chilometri e lui li ha percorsi assieme a Matteo Cavadini, fotografo del team Aruba Racing Ducati.

Superbike, Redding ha progetti legati al ciclismo

Redding in un’intervista concessa a Motosport-Total.com ha dichiarato che vuole impegnarsi di più con il ciclismo in futuro: «Ci ho pensato. Ho parlato con il mio manager e mi ha detto che posso fare entrambe le cose. Correre nel Mondiale Superbike è la mia principale fonte di reddito e ho lavorato per questo tutta la vita. Allo stesso tempo, quando torno a casa mi piace gareggiare in bici. È difficile arrivare a un livello professionale, però nei prossimi anni vorrei fare un passo verso il professionismo».

L’attuale pilota Ducati SBK punta a creare un team con cui correre dal prossimo anno: «Sto lavorando per costruire una squadra per il 2022. Dovrebbe essere composta da sei ciclisti e io sarò uno di loro. Mi piacerebbe correre in Europa tra tre o quattro anni. Nel ciclismo è diverso rispetto alle moto, hai punti di forza e di debolezza. Peso 80 chili e ho molta forza, ma non potrei sconfiggere un avversario molto magro in montagna. Su percorsi normali posso tenere il passo. Più è ripido e più diventa complicato per me, ma nel Regno Unito non ci sono salite particolarmente grandi».

Un altro collega appassionato di ciclismo è Aleix Espargarò, con il quale gli piacerebbe confrontarsi: «Vincerebbe sicuramente le tappe di montagna. Ma anche in una cronometro non è uno svantaggio essere un po’ più piccoli, perché si è più aerodinamici. Mi sono allenato sulle cronometro, ho gambe forti, ma il vento mi rallenta. Aleix è forte, ma non ho mai corso con lui. Quando vedo i suoi allenamenti, mi sembra che vada bene. Probabilmente io potrei vincere una gara breve, in una più lunga lui sarebbe in vantaggio».

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Scott Redding e Matteo Cavadini (foto Instagram)