Salute mentale del personale di F1 a rischio: l’appello del boss McLaren

Il calendario 2022 troppo affollato sta preoccupando i team di F1. Nuovo appello ai vertici per cercare di ridurre il numero di GP.

Ferrari (©Getty Images)

Continuano gli appelli dei dirigenti dei team al Gotha del Circus di diminuire il numero di gare previste nel prossimo calendario, anche se fino ad adesso ogni richiesta pare essere caduta nel vuoto.

La sensazione è infatti che il piano di Liberty Media di arrivare a 25 prove annuali non sia stato affatto abbandonato sebbene, in questo momento, appaia poco praticabile.

Già in questa stagione a causa del Covid i GP avrebbero potuto scendere a 21, ma il CEO Stefano Domenicali si è impuntato firmando subito un accordo decennale con il Qatar per risolvere la questione relativa ad eventuali future cancellazioni sempre legate alla pandemia.

Per difendere la propria posizione il manager imolese ha assicurato che l’anno venturo tutto sarà più logisticamente più semplice così da non creare stress nei lavoratori della F1 con andirivieni traumatici e costosi, magari da un continente all’altro.

Da quanto si apprende si correrà da metà marzo a metà novembre, il che significa maggior compattezza delle date. Una previsione, questa, per alcuni inquietante.

La preoccupazione del responsabile McLaren

Le rassicurazioni dell’ex capo Ferrari non hanno calmato gli animi, anzi, al contrario. Per Andreas Seidl il documento in possesso delle squadre sarebbe diverso da quello propagandato via media dallo stesso patron.

Dopo aver identificato un numero massimo sostenibile di 20 gran premi, il boss tedesco ha ipotizzato il congelamento di 15 piste fisse più 5 a rotazione in modo da poter esplorare nuovi mercati.

A creare perplessità è soprattutto la possibile presenza di filotti da 3 corse. Un impegno massivo richiesto ai dipendenti al seguito che, non potendo mai tornare a casa rischiano l’esaurimento.

“Mi auguro che non ce ne siano molti, anche se capisco che rispetto ad altre categorie, ad esempio quelle delle spettacolo siamo più fortunati”, ha concluso citando chi si assenta  mesi per andare in tour.

Andreas Seidl (©Getty Images)

Chiara Rainis