Auguri a Michael Andretti, che aprì le porte in McLaren a Mika Hakkinen

Michael Andretti, che oggi compie 59 anni, ha vissuto solo una breve parentesi in F1. Il suo addio ha dato il via un’altra grande storia, quella di Hakkinen

Michael Andretti (Foto di Daniel Kalisz/Getty Images)
Michael Andretti (Foto di Daniel Kalisz/Getty Images)

La famiglia Andretti ha regalato tanti piloti nelle varie categorie motoristiche. Mario Andretti rimane per distacco il più forte, uno dei piloti migliori della storia. Chi non ha lasciato grandi segni è senz’altro il figlio Michael Andretti. Quantomeno in F1. E oggi, 5 ottobre, compie 59 anni.

Michael Andretti, dagli Usa alla conquista della F1

La carriera di Michael Andretti iniziò nel 1980 in Formula Ford ma è nel 1982 che cominciò a vincere. Fece sue sei gare su undici di Super Vee, diventando campione, per poi portarsi a casa anche la Formula Atlantic. Fu un inizio col botto il suo, tanto che nel 1984 passò al campionato CART, dove vinse il premio di miglior esordiente. E al tempo stesso giunse terzo alla 24 Ore di Le Mans.

Nel 1986 vinse la sua prima gara e concluse secondo in campionato, così come nel 1987. Solo nel 1991 però arrivò il titolo. Nello stesso anno arrivarono i primi contatti col mondo della F1. Andretti infatti provò la McLaren in due test. E Ron Dennis, piacevolmente colpito, decise di puntare su di lui come collaudatore. Non se ne fece nulla, ma i contatti ripresero nel 1992, tanto che si arrivò alla firma sul contratto per la stagione successiva, quando Ayrton Senna doveva andare via dal team inglese. Ma non fu così.

La McLaren e l’addio che diede il via al mito Hakkinen

A dire la verità però l’avventura di Michael Andretti in F1 iniziò nel peggiore dei modi. La FIA limitò le possibilità di effettuare test nel corso della stagione, cosa che limitò la possibilità dell’americano di conoscere le piste europee. Inoltre, la McLaren ottenne dalla Ford solo una fornitura “clienti” di motori V8, quindi un livello di sviluppo precedente a quello usato, ad esempio, dalla Benetton.

Il via del Mondiale di F1 per il pilota a stelle e strisce fu disastroso, anche per colpa di una McLaren non all’altezza. Quattro ritiri, prima di ottenere un primo piazzamento, il quinto posto a Barcellona. A Montecarlo fu ottavo e iniziarono a serpeggiare i primi dubbi sul suo talento. In Canada problemi di elettronica in qualifica ed in gara impedirono un risultato positivo, ma in Francia Andretti ottenne un altro punto con un sesto posto. Poi altre tre ritiri di fila, prima di un ottavo posto a Spa ma soprattutto del terzo posto a Monza.

Fu quello il suo miglior risultato in carriera in F1, che si interruppe proprio dopo quel GP. Alle sue spalle infatti scalpitava un certo Mika Hakkinen, che con la McLaren conquistò anni dopo due titoli iridati battendo non uno qualunque ma Michael Schumacher. Alla fine la McLaren optò proprio per il finlandese, interrompendo anzitempo il rapporto con Andretti, che tornò negli Usa, ottenendo come miglior risultato un secondo posto in classifica del campionato CART nel 1996.

Andretti su McLaren nel 1993 (Foto di Pascal Rondeau/Getty Images)
Andretti su McLaren nel 1993 (Foto di Pascal Rondeau/Getty Images)

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