Tragedia nel rally: la Peugeot esce di strada, uccisi due giovani spettatori

Due ragazzi che stavano assistendo ad un rally hanno perso la vita, travolti da una vettura fuori controllo e uscita dal percorso

La Peugeot 208 coinvolta nell'incidente al Rally dell'Appennino reggiano
La Peugeot 208 coinvolta nell’incidente al Rally dell’Appennino reggiano (Foto Instagram/alby_ialungo)

Finisce in tragedia la quarantunesima edizione del Rally dell’Appennino reggiano, che era in corso di svolgimento in questo fine settimana. Un incidente fatale ha funestato la gara in località Riverzana, tra i Comuni di San Polo d’Enza e di Canossa.

Proprio in questo tratto del percorso, infatti, la Peugeot 208 numero 42 dell’equipaggio formato dal pilota Claudio Gubertini e dal navigatore Alberto Ialungo è uscita di strada su un rettilineo. Secondo le prime ricostruzioni della dinamica, a far perdere il controllo della vettura al corridore sarebbe stata la forte velocità e la presenza di una sconnessione sul fondo, che ha fatto decollare la macchina.

Il drammatico incidente al Rally dell’Appennino reggiano

Dunque la macchina si è sollevata da terra ed è atterrata una ventina di metri oltre, su una vicina collinetta, dell’altezza di tre o quattro metri, dove era presente un gruppetto di pubblico. Nell’impatto, hanno perso la vita due giovani spettatori: il 21enne emiliano Davide Rabotti e il 35enne modenese Cristian Poggioli. Che, ironia della sorte, era amico di uno dei due rallysti.

Immediato l’intervento dei soccorsi, coadiuvati anche da un’eliambulanza prontamente inviata dall’ospedale Maggiore di Parma, che però non hanno potuto fare nulla per salvare la vita ai due sfortunati tifosi. Non hanno invece, per fortuna, riportato conseguenze fisiche Ialungo e Gubertini, che tuttavia vengono descritti comprensibilmente come sotto shock.

Sull’episodio gli inquirenti hanno immediatamente aperto un’inchiesta, mentre gli organizzatori del rally hanno sospeso la gara. Il sindaco di San Polo d’Enza, Franco Palù, ha descritto ai microfoni del Corriere la zona come “di per sé non pericolosissima, era al termine di un breve rettilineo in cui l’auto avrebbe dovuto girare a sinistra ma, non so per quale motivo, forse per una perdita di controllo dello sterzo, è finita sulla destra andando sul montarozzo, dove non c’erano barriere”.

L'equipaggio formato da Claudio Gubertini e Alberto Ialungo
L’equipaggio formato da Claudio Gubertini e Alberto Ialungo (Foto Instagram/alby_ialungo)