Incidente Silverstone: la zuffa tra i boss prosegue in conferenza

La sentenza della FIA non spegne le tensioni tra Mercedes e Red Bull e nel corso della conferenza dei boss scoppia la bagarre.

Christian Horner (©Getty Images)

Non accenna a fermarsi la polemica tra i box della Stella e della bevanda energetica in merito allo scontro avvenuto nel corso del primo giro del GP d’Inghilterra tra Hamilton e Verstappen. A quasi due settimane dal fattaccio e all’indomani della sentenza FIA che ha sancito la bontà della propria decisione, la Red Bull ha manifestato perplessità circa la nota ufficiale pubblicata dalla Mercedes giovedì sera, quando il team tedesco ha accusato quello austriaco di voler mettere in cattiva luce Lewis.

“La competizione si svolge su tutti i fronti e non potevamo lasciare niente di intentato”, ha dichiarato in conferenza il responsabile della squadra con base a Milton Keynes Christian Horner, spiegando il motivo del “ricorso” contro la blanda penalità di 10″ inflitta ad Ham in Inghilterra. “Per questo abbiamo cercato di far riaprire il caso. Accettiamo il responso del commissari, tuttavia il comunicato di Stoccarda ci ha sorpreso”.

Il botta e risposta prosegue

Sentitosi chiamato in causa il boss delle Frecce Nere Toto Wolff ha a sua volta ributtato la palla nel campo avversario. “Credo sia stata superata una linea che non andava superata”, le parole del manager di Vienna.

“E’ il modo in cui è stato fatto l’appello che non mi è piaciuto, anche se non giudico né la loro scelta, né il difficile lavoro degli steward che devono infliggere le punizioni. Senza aggiungere altra benzina sul fuoco, ritengo che la F1 abbia bisogno di contenuti per piacere al pubblico, ma altresì di confini, oltre i quali non bisogna andare”.

Tornando a domenica 18, giorno della traumatica collisione, il marito di Ginger Spice ha sottolineato, una volta di più, il proprio disappunto per il comportamento tenuto dall’equipe germanica relativamente a presunte pressioni esercitate sul collegio giudicante per ottenere una sanzione meno pesante.

“Una giuria non può mai essere influenzata nel suo processo decisionale e la Federazione ci ha garantito che non si è verificato”, ha concluso, forse per sempre la questione.

Toto Wolff (©Getty Images)

Chiara Rainis