Giovinazzi a TMW: “Farò di tutto per restare in F1. Gli italiani non mollano”

Giovinazzi ha parlato ai microfoni di Tuttomotoriweb.it del proprio presente, ma soprattutto di un futuro che potrebbe vederlo ancora in F1

TuttoMotoriWeb.it intervista Antonio Giovinazzi
TuttoMotoriWeb.it intervista Antonio Giovinazzi

Nonostante un anno di sofferenza annunciato, l’Alfa Romeo Racing ha dimostrato di essere cresciuta nel corso dell’ultima stagione. Ad oggi, però, sono arrivati solo due punti, equamente distribuiti tra Raikkonen e Giovinazzi. Con il 2022 che si avvicina, la squadra elvetica comincia a guardare avanti, non senza però strizzare un occhio anche al passato e al proprio presente.

Il team svizzero infatti non ha ancora ufficializzato la coppia di piloti del prossimo anno e non è da scartare l’ipotesi di una riconferma in blocco del duo attuale. Giovinazzi ci crede e con lui l’Italia intera, che spera di avere ancora un proprio rappresentante in F1. Lo abbiamo chiesto direttamente ad Antonio, che ha risposto ad alcune domande che gli abbiamo posto per Tuttomotoriweb.it.

Questo doveva essere un campionato di transizione per voi, si sapeva. Ti aspettavi di più o sei soddisfatto della tua stagione?
Credo che, come team, forse siamo stati quello che è cresciuto di più rispetto allo scorso anno. Si è potuto cambiare poco sulla macchina, però sono riusciti comunque ad estrarre parecchio potenziale dalla vettura grazie al lavoro fatto durante l’inverno. Siamo ancora in quella fase in cui entrare nella top-10 non è così facile, però ci siamo vicini. Quest’anno poi si verificano pochi ritiri e, quando questo avviene, diventa anche complicato andare a punti. Però siamo comunque soddisfatti del lavoro che abbiamo svolto, perché siamo uno di quei team che è migliorato di più ed è quello che volevamo. Ovviamente vorremmo più punti. Come squadra ne abbiamo solo due al momento, però l’obiettivo sino a fine anno è quello di fare più punti.

Che impressione ti ha fatto la sprint race? È la strada giusta da seguire per la F1?
È stato un weekend impegnativo perché venerdì ci sono state in pratica delle qualifiche. Poi la seconda sessione di libere è stata molto impegnativa, perché abbiamo quasi fatto una pre-sprint race. Abbiamo compiuto tanti giri al sabato e poi in gara alla domenica. È stato un weekend lunghissimo, su un circuito anche molto duro come quello di Silverstone, molto fisico per il collo e il resto dei muscoli. Non è stato facile. Per noi, però, è cambiato poco in ogni caso. Qualcuno, partendo con le gomme morbide, ha guadagnato posizioni, però per il resto è stato abbastanza un trenino. Vedremo, perché in piste nelle quali si può sorpassare di più potrebbe essere un format ideale. Dipenderà un po’ dai circuiti. In ogni caso non è stato né positivo né negativo.

Quale sarà il tuo futuro? Dove ti vedremo nel 2022?
Ancora non so niente. Alla fine sarà una decisione di Alfa Romeo, del team e sicuramente anche della Ferrari. Vedremo, non posso dire niente perché non so niente. Quello che vi posso promettere è che farò del mio meglio per essere qui anche il prossimo anno.

Il nuovo motore Ferrari è effettivamente cresciuto rispetto all’anno scorso? Di quanto?
Sicuramente un aiuto importante ce l’ha dato. La power unit è migliorata. Quello era uno dei fattori dove facevamo più fatica l’anno scorso. Questo ci ha dato sicuramente una grande mano, ma abbiamo lavorato bene anche con l’aerodinamica. C’è stato un aiuto da parte del motore, ma anche dall’aerodinamica che ci ha fatto crescere rispetto al 2020.

Monaco e Baku sono stati i tuoi migliori GP. Cosa ti succede sui circuiti cittadini?
Sono due circuiti cittadini e in questi casi conta anche molto l’istinto. Soprattutto a Monaco però, sin dalla prima sessione di libere mi sono sentito molto a mio agio con la macchina e credo che, quando corri su un circuito cittadino, avere una macchina con la quale hai subito un buon feeling che ti permette di spingere giro dopo giro è importantissimo. Sicuramente è stata una combinazione, perché mi sono trovato bene io e la macchina aveva un buon bilanciamento.

Ci racconti come hai vissuto questi Europei vinti dall’Italia all’interno del team?
È stato bello, perché alla fine mi sono ritrovato alla seconda partita contro la Svizzera che praticamente era la nazionale del mio team. Poi, quando abbiamo giocato con l’Austria, io ero proprio lì, in quella nazione, a correre. Per me è stato bellissimo. Secondo me nessuno si aspettava che l’Italia potesse arrivare in finale e soprattutto vincere. Non eravamo i favoriti. Venivamo da un Mondiale dove non c’eravamo qualificati e abbiamo dimostrato come popolo, dopo un anno come quello del Covid, che non molliamo mai. Davanti alle difficoltà ci rialziamo, combattiamo e siamo più forti di prima. Penso che sia stata una soddisfazione per tutti, non solo per lo sport, ma anche per la gente che ha dovuto soffrire tantissimo in questi quasi due anni. Per noi è stata una bella rivincita.

Guardando il calendario oggi, dove pensi di poter fare meglio in base alle caratteristiche della tua vettura?
Purtroppo uno di quelli poteva essere Singapore, ma non ci sarà. Vedremo, ma in ogni caso cambia poco. Quest’anno, in circuiti dove pensavamo di andare forte, è andata male e viceversa. È difficile perché devi trovare la finestra di temperatura giusta per lo sfruttamento delle gomme. Ora, riguardando il calendario, non ne ho in mente un Gran Premio in particolare. Sicuramente non vedo l’ora di correre a Monza. Anche perché è la gara di casa.

Antonio Russo

La Ferrari di Charles Leclerc dietro ad Antonio Giovinazzi al Gran Premio di Francia di F1 2021 al Paul Ricard
La Ferrari di Charles Leclerc dietro ad Antonio Giovinazzi al Gran Premio di Francia di F1 2021 al Paul Ricard (Foto Alfa Romeo)

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