Fernando Alonso fa 40 anni: riviviamo le sue imprese più belle

Tanti i momenti da ricordare in pista di Alonso, che oggi compie 40 anni. Tra GP vinti e sorpassi al limite, una carriera straordinaria

Alonso nel 2012 con la Ferrari (Photo by Paul Gilham/Getty Images)

Uno dei più forti piloti che la F1 abbia mai visto. Fernando Alonso, che oggi, 29 luglio, festeggia 40 anni, sicuramente ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato. Primo spagnolo campione del mondo, ha conquistato due titoli consecutivi in Renault nel 2005 e nel 2006, sfiorandone almeno altri tre, uno con la McLaren e due con la Ferrari.

Alonso è il secondo pilota con più punti nella storia della Ferrari dopo Sebastian Vettel, ma in generale in F1 vanta 32 vittorie e 22 pole position.

La prima vittoria e quel sorpasso a Schumi

Dopo l’apprendistato con la Minardi, lo spagnolo è esploso definitivamente con la Renault. Nel 2003 all’Hungaroring il primo trionfo, quello che non si scorda mai, arrivato dopo un weekend perfetto, da vero dominatore. Nel 2005, anno del suo primo titolo, Alonso in Giappone si rese protagonista di un sorpasso incredibile ai danni di un mostro sacro come Michael Schumacher.

Il circuito giapponese si caratterizza per una curva che è solo per chi non ha paura del limite, la 130R. A 320 all’ora e all’esterno, Alonso superò Kaiser Schumi in una manovra incredibile, passata alla storia. Ma il trionfo più bello arrivò a Imola. Alonso ci arrivò da leader del campionato grazie ad un terzo posto e due vittorie. La Ferrari e Schumacher erano in difficoltà, ma dopo una qualifica pessima il campione tedesco recuperò terreno fino ad arrivare alle spalle dell’asturiano, che mantenne la calma e portò a casa il successo.

Alonso e la prima a Monza con la Ferrari

Memorabile poi fu nel 2010 la prima apparizione a Monza per lo spagnolo. Una grande vittoria, arrivata davanti a Button e al compagno Massa. Al sabato lo spagnolo fece la pole, ma la domenica al via Button lo superò con astuzia. Tutto si decise a 15 giri dalla fine: i meccanici Ferrari nel pit decisivo sono più veloci di quelli McLaren e permettono ad Alonso il sorpasso. E la festa del popolo ferrarista fu grande.

Ma quell’anno furono diverse le gare memorabili di Alonso. Come il GP della Corea del Sud, quando sotto un acquazzone partì terzo dietro alle Red Bull. Lo spagnolo lottò ferocemente con Vettel ed Hamilton, che sopravanzerà per andare a vincere. In Malesia invece, nonostante il ritiro, condusse una gara incredibile. Scattato dal fondo per un errore strategico in qualifica della Ferrari, arrivò fino alla zona punti per poi rompere il motore. A fine gara si saprà che Fernando ha corso tutto il GP frenando all’antica, con un “colpetto” di gas, in modo da far ingranare la marcia inferiore, per via di un danno alla trasmissione che altrimenti avrebbe mandato in folle il cambio.

Nel 2011 invece, nell’anno di grazia di Vettel, a Silverstone, ad Alonso riesce il miracolo. Anche se con l’aiutino. Sì perché la Federazione vietò le micidiali mappature Red Bull e Alonso ne approfittò andando a vincere 50 anni dopo Froilan Gonzalez, che nel 1951 aveva regalato sulla stessa pista il primo successo di sempre al Cavallino.

Il capolavoro di Valencia

Due le corse da ricordare di Alonso nel 2012. La prima in Malesia, in una gara fatta di tanti errori, incidenti e safety car. Sbagliano tutti ma non l’asturiano, che resiste al ritorno di Perez e porta a casa una vittoria incredibile. Come quella di Valencia, non solo perché davanti al suo pubblico ma per la rimonta dalla sesta fila messa in atto la domenica. Grazie a una serie di sorpassi mozzafiato e all’aiuto della safety car vince in maniera inaspettata forse il suo GP più bello. E le lacrime sul podio la dicono tutta.

Come a Barcellona nel 2013, nella sua gara di casa, quando Fernando infiammò il pubblico sin dal via, quando dalla quinta casella di partenza superò all’esterno sia Raikkonen che Hamilton, poi, con una grande gestione delle gomme, vinse la sua 32esima e ultima gara. In Ungheria nel 2014 invece il suo ultimo podio, con una F14-T non alla sua altezza. Ma lui, come sempre, ci mise del suo per fare il miracolo.

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Fernando Alonso
Fernando Alonso (Foto Mark Thompson/Getty Images)