Alonso e Raikkonen, i “vecchietti terribili” che Valentino Rossi può imitare

Le performance di Alonso e Raikkonen fanno capire che il talento non invecchia. Che possano essere da esempio per il Dottore?

Fernando Alonso durane il Gp di Gran Bretagna 2021 (Photo by Michael Regan/Getty Images)

Li hanno dati sul viale del tramonto, ma nel peggiore dei casi come dei bolliti, che non hanno nulla da dare alla F1. E invece i “vecchietti terribili” del Circus sono ancora lì, a dare spettacolo. Parliamo di Kimi Raikkonen, Fernando Alonso e Sebastian Vettel. Ognuno con la propria storia, accomunati ancora dalla voglia di stupire. E di dire: “Possiamo ancora fare la nostra parte”.

Alonso in crescita costante

Se c’è un pilota che per questo 2021 aveva grosse aspettative è Fernando Alonso. Tornato dopo tre stagioni nel Circus, l’asturiano era un vero punto di domanda a inizio anno. Sarà ancora competitivo in mezzo a tutti questi giovani rampanti? Sarà ancora capace di stare ad alti livelli? E ha risposto a tutte queste domande in maniera positiva.

Sin dai primi test, Alonso ha ritrovato lo smalto migliore, mettendosi quasi sempre dietro il giovane compagno di box Ocon. Molto spesso in top-ten, a Baku e in Gran Bretagna lo spagnolo ha fatto vedere le cose migliori. Lo spettacolo regalato nelle Qualifiche Sprint di Silverstone è tra i più belli visti ultimamente, con avversari superati al via come birilli. Segno che il piede c’è sempre e chissà che nel 2022, con il cambio di regolamenti, non possa davvero essere lì in lizza con l’Alpine per qualcosa di importante.

Raikkonen-Alfa, spettacolo assicurato

Se c’è uno che di spettacolo ne regala sempre è Raikkonen, che dopo l’ultima esperienza in Ferrari e il passaggio in Alfa Romeo sembrava destinato a un lento addio al mondo della F1. E invece il finlandese ha mostrato subito di non aver subìto la “retrocessione”, anzi.

Molto bene nel 2019, meno nel 2020, ma a sprazzi si è visto il miglior Raikkonen. Come a Portimao lo scorso anno, quando in un giro si ritrovò dal fondo del gruppo quasi a ridosso delle prime posizioni, riuscendo a portare la sua monoposto sul velluto nonostante il tracciato viscido. Quest’anno poi le rimonte e le lotte per un posto in top-ten si sprecano. L’impressione è che con un mezzo più performante, il finnico sarebbe ancora un cliente pericoloso per tutti.

Vettel come Valentino Rossi

Se c’è qualcuno invece che ancora sembra stentare è Vettel. Una parabola, quella del tedesco, molto simile a quella di Valentino Rossi in MotoGP. “Retrocesso” in Aston martin, sta faticando non poco per tornare ad esprimersi ad alti livelli. Il quinto posto di Monaco e il secondo di Baku avevano fatto sperare in una svolta, ma ora sembra essere ripiombato nell’anonimato del gruppo.

Ma proprio come il Dottore, Vettel ha fatto vedere di poter essere ancora capace di exploit importanti. Quello che manca però è il mezzo che gli possa permettere costantemente certi risultati. Oltre a un carattere che però spesso lo condiziona in negativo. Chissà però se il destino del tedesco e dell’italiano sarà lo stesso: il primo è pronto a continuare, il secondo, senza risultati, è vicino al ritiro. Ma chissà che proprio gli esempi di Raikkonen e Alonso non spronino entrambi a tentare, ancora una volta, di essere grandi.

Valentino Rossi (Foto Petronas)
Valentino Rossi (Foto Petronas)

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