Ferrari, quando a Silverstone esplose lo scontro fratricida tra compagni

Per la Ferrari arrivò con Prost il successo numero 101, ma Mansell in quel weekend ruppe il rapporto con la scuderia in maniera clamorosa

Nigel Mansell 1990. Mandatory Credit: Simon Bruty /Allsport

La lotta tra compagni di scuderia è una costante in F1. E lo è stata soprattutto in Ferrari, che molto spesso ha visto tra le proprie fila dei numeri 1, che non hanno mai voluto assoggettarsi al ruolo di secondo. Come nel 1990, quando a guidare la Rossa c’erano due tipi niente male come Alain Prost e Nigel Mansell. E a Silverstone, il 15 luglio, andò in scena il primo vero scontro tra i due.

Ferrari, tensione fin dalle libere

A Silverstone si corre per l’ultima volta sulla configurazione originale del circuito, prima dei pesanti interventi di modifica al tracciato dell’anno successivo. La Ferrari arriva a questo appuntamento carica come non mai, con Prost in rimonta in campionato su Ayrton Senna grazie alle vittorie in Messico e Francia. Sono sol otre i punti che separano il francese dal brasiliano della McLaren. Ma c’è un problema.

In quel luglio del 1990 si corre sul circuito di casa di Mansell, che ha già vinto due volte, nel 1986 e nel 1987. Quindi è lui il favorito numero uno in casa Ferrari. Ma già dalle libere tra i due piloti della Rossa sembra esserci molto nervosismo. Al venerdì, Mansell è terzo, Prost solo sesto. “Ho meno ala di Prost, so soltanto che sono meno veloce di lui”, dice al termine della giornata l’inglese, che lancia un messaggio chiaro alla squadra, quasi favorisca il compagno di box.

Si sta cominciando a consumare il divorzio tra Ferrari e Mansell, con il britannico che dopo la sfuriata si fa beccare a parlare con i vertici della McLaren, mentre Cesare Fiorio, a capo della Rossa, risponde dialogando addirittura con Senna. In qualifica è Mansell a prendersi la pole, la seconda consecutiva, con Prost quinto addirittura a nove decimi dal compagno. Un vero smacco per il francese, che incassa male il colpo. Ma la gara sarà ben altra cosa.

La vendetta di Prost e la furia di Mansell

Alla partenza Senna brucia Mansell, ma si rifà al 12° giro lo ripassa. Il brasiliano però, nel tentativo di recuperare, va in testacoda sul cordolo e danneggia il fondo della vettura. Ma ecco il colpo di scena: il britannico accusa problemi al cambio e al 43° giro subisce anche il sorpasso di Prost. Mansell non ci sta ma a 9 giri dal termine deve ritirarsi per la rottura della frizione. Così Prost diventa il primo pilota Ferrari a cogliere tre successi di fila dai tempi di Lauda (a cavallo tra il 1975 e il 1976), con un podio completato da Boutsen e Senna. La Ferrari, grazie al transalpino, torna in testa nel Mondiale per la prima volta dal 1985. Ma Silverstone per la Rossa vuol dire anche rottura totale con Mansell.

L’inglese infatti, in preda alla rabbia, annuncia a fine gara il ritiro dalle corse. Poi ritira la decisione, ma ormai è caos. Soprattutto si rompe il rapporto con Prost. E solo qualche mese dopo, in Portogallo, l’episodio decisivo con Mansell ancora in pole che sbaglia partenza e ostacola il francese, che finisce terzo. Forse proprio lì il francese si è giocato il Mondiale del 1990. Ma tutto nacque da quel 15 luglio del 1990 a Silverstone.

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La Ferrari 641 di Mansell (Photo by Pascal Rondeau/Getty Images)