MotoGP, riecco Assen: l’università che ha laureato il Dottor Valentino Rossi

Qui ad Assen Valentino Rossi ha centrato il suo ultimo trionfo nel 2017. Ma in Olanda sono tanti gli episodi da ricordare

Valentino Rossi ad Assen nel 2017, il suo ultimo trionfo in MotoGP (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

L’università del motociclismo. Assen da sempre è una delle palestre a cielo aperto più importanti per le due ruote. Qui si è fatta la storia del Motomondiale. E si ritorna in pista dopo un anno di stop a causa della pandemia. Mai era successo in 72 stagioni di non correre in GP in Olanda.

Ad Assen si è fatta la storia

Ad Assen la MotoGP arrivò ufficialmente nel 2002, ma le gare del Campionato mondiale iniziarono nel 1949. Memorabile la “tripletta” nelle varie classi messa a segno da un mito come Mike Hailwood nel 1967, ma il pilota più vincente in Olanda è stato Giacomo Agostini, che ha realizzato cinque vittorie consecutive nella massima categoria e sette nella 350. A raggiungerlo qualche anno dopo fu Mick Doohan, che vinse in 500 per cinque volte di fila.

A detenere il record del maggior numero di vittorie è però Valentino Rossi con ben otto vittorie nella classe regina, delle quali la prima nel 2002 con la Honda, mentre tutte le altre con la Yamaha. E proprio ad Assen il Dottore ha conseguito il suo ultimo successo nel 2017.

Gare memorabili e incidenti paurosi

Sono tante le vittorie o le corse da ricordare in terra olandese. Certo è che tra le più particolari c’è quella del 2000, quando Loris Capirossi, autore della pole, durante il warm up del sabato cadde rovinosamente e riportò la frattura della mano sinistra già compromessa in un incidente di qualche settimana prima. Lui però volle scendere in pista lo stesso, nonostante il parere contrario dei medici.

Il Dottor Costa, l’angelo custode dei piloti all’epoca, gli preparò un cocktail di antidolorifici per permettergli di sentire meno dolore. Capirossi corse ed arrivò terzo alle spalle di Barros e Criville, eroico. Tanto che ai box si accasciò a terrà svenuto per il dolore e lo sforzo compiuto.

Ma ad Assen si sono avuti incidenti incredibili, ma che per fortuna non hanno avuto conseguenze importanti per i piloti. Come quello di Franco Uncini il 25 giugno 1983, campione del mondo in carica della 500, vittima di un highside con la sua Suzuki e che rimase al centro della pista, evitato da tutti tranne che da Wayne Gardner, che lo centrò alla testa. Rimase in coma diversi giorni ma miracolosamente è sopravvissuto a uno scontro che poteva essere fatale a chiunque altro pilota.

Oppure quello del 1992 occorso a Doohan durante le qualifiche. L’australiano, che aveva già vinto cinque gare in quella stagione, cadde rovinosamente e la diagnosi fu la rottura di tibia e perone della gamba destra. In ospedale, dopo l’operazione, fu la sindrome compartimentale ad aggravare la situazione e il team medico olandese parlò anche di una possibile amputazione dell’arto. Decisivo fu l’intervento del Dottor Costa, che lo portò in Italia e salvò la situazione. Tanto che poi Doohan si riprese e vinse altri cinque titoli iridati di fila.

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Mick Doohan ad Assen nel ’95. Mandatory Credit: Mike Cooper/Allsport