Rubens Barrichello, tanti auguri! Compie gli anni il gregario eterno secondo

Il compleanno di uno dei piloti più simpatici e corretti del Circus. Barrichello ha fatto le fortune della Ferrari nei tempi d’oro, ma quanti bocconi amari

Barrichello con la Ferrari nel 2001 ad Hockenheim. Mandatory Credit: Clive Mason/Allsport

Sarà per quel suo sorriso, per quella faccia da bravo ragazzo. Sarà per la sua storia nella F1, ma Rubens Barrichello è uno dei piloti più amati del Circus. E proprio oggi, 23 maggio, compie 49 anni.

Barrichello, le origini italiane e la F1 nel destino

Nato a San Paolo del Brasile e di origini italiane, iniziò presto a cimentarsi con le quattro ruote. A nove anni era sui kart, tanto che poi portò a casa ben 5 titoli nazionali. Ma è nel 1990 quando la sua carriera ha una svolta decisiva. A 18 anni, Barrichello debutta nel campionato di Formula Opel in Europa: dopo 6 vittorie su 11 gare, 7 giri veloci, 7 pole position e 3 record del circuito, diventa campione.

Da lì parte la sua carriera con le ruote scoperte. Prima il passaggio in Formula 3, dove trionfa, poi il passaggio in Formula 3000 due anni dopo. E nel 1993 il passo decisivo, quello in F1. È il 14 marzo quando prende parte al gran premio del Sudafrica alla guida di una monoposto del team Jordan. Sotto una pioggia battente, solo il suo grande amico e connazionale Ayrton Senna fa meglio, poi il ritiro che gli nega la gioia. Una costante però per Rubens in una carriera lunga quanto avara di grandi soddisfazioni.

Dal weekend nero di Imola alla parabola in Ferrari

Nel 1994 il possibile grande salto, ma è l’incidente durante le prove di Imola a segnarne duramente il carattere. Un botto da cui uscì comunque illeso, non invece due giorni più tardi l’amico Senna. Una morta quella che lo segnò profondamente.

Dopo la Jordan, nel 1997 il passaggio alla Stewart, prima del grande salto in Ferrari nel 2000. Con lui la Rossa di Maranello conquista Mondiali costruttori a ripetizione, merito di una coppia con Michael Schumacher davvero ben assortita. Poche le soddisfazioni, ma da cuori forti, come quella a Hockenheim il 30 luglio 2000 quando, partendo dalla diciottesima posizione, a metà campionato, riesce a coronare un sogno, quello di portarsi a casa il primo trionfo. Tanti però i bocconi amari, come la vittoria concessa a Schumi in Austria nel 2002.

Nel 2005 l’esperienza con la Bar Honda, ma è nel 2009 che potrebbe davvero dare la sua svolta, quando con la Brawn Gp diventa a sorpresa uno dei favoriti per il Mondiale. Ma anche stavolta deve arrendersi alla sorte, che premia invece il compagno Jenson Button. Le ultime due annate con una Williams che non è più quella gloriosa di un tempo, prima del ritiro. Un addio poco acclamato, in sordina, come nello stile di Barrichello. Un campione mancato in pista, ma non nei cuori dei tifosi. E chissà che non abbia miglior solte il figlio Dudu.

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Rubens Barrichello (Photo by Charles Coates/Getty Images)