Guido Meda analizza il GP di Valentino Rossi: “Petronas deve intervenire”

Il telecronista della MotoGP, Valentino Rossi, spiega le ragioni dell’andamento altalenante messo in mostra dal Dottore in Qatar

Valentino Rossi
Valentino Rossi (Foto Dorna)

Dall’illusione del sabato alla delusione della domenica. Valentino Rossi ha vissuto sull’altalena il suo primo Gran Premio disputato con i colori della sua nuova squadra Petronas, il team satellite della Yamaha.

In qualifica ha centrato un giro capolavoro, che lo ha portato addirittura sulla quarta piazzola nella griglia di partenza. In gara, però, ha risentito del calo delle gomme, fino a crollare al dodicesimo posto. Non certo il risultato che si aspettavano i suoi tifosi, dopo l’ottimo exploit del giorno precedente.

Ad analizzare l’andamento del suo fine settimana di gara ci ha pensato Guido Meda, la storica voce della MotoGP e capo della redazione motori di Sky Sport. Il telecronista non vuole fare drammi per questo inizio incostante del Dottore, ma sottolinea come sia necessario invertire la rotta, e in fretta.

Guido Meda spiega i problemi di Valentino Rossi

“È stata una gara anonima”, commenta Meda, “ma ci sarebbero ragioni oggettive per cui non è riuscito a stare in partita, così come per Franco Morbidelli, a cui è andata anche peggio. Sabato aveva staccato un buonissimo tempo e poi aveva fatto anche altri giri, qua e là, che profumavano della possibilità di avere il giusto passo. In gara, poi, Valentino ha preso dieci secondi, non un minuto: non una corsa devastante, però sotto il suo potenziale”.

I problemi che hanno afflitto il nove volte campione del mondo derivano soprattutto da ragioni tecniche, più che di guida. Per questo motivo Meda invoca al più presto un intervento da parte della scuderia del fenomeno di Tavullia.

“Se hai la gomma dietro che si surriscalda, non hai più ingresso di curva, percorrenza e uscita di curva”, prosegue il giornalista. “In Petronas dovranno capire e stravolgere l’assetto per restituirgli la guidabilità che gli è mancata. È un problema che si era già presentato lo scorso anno a Jerez de la Frontera“.

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Guido Meda
Guido Meda (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)