MotoGP, Joan Mir e Alex Rins uniti insieme alla squadra

L’intero team Suzuki Ecstar ha deciso di restare in Qatar per 5 settimane e prevenire ogni rischio di contagio Covid-19.

Alex Rins (foto Suzuki)

Piloti e staff tecnico del team Suzuki è rimasto in Qatar in attesa della prima gara stagionale del 26-28 marzo. Una scelta presa per motivi di sicurezza contro l’emergenza Covid-19. Un grande sacrificio per i membri del team, che rimarranno lontani dalle loro case e dalle loro famiglie per quasi un mese. “Ho chiesto a tutta la squadra di considerare la possibilità di rimanere in Qatar tra i giorni di test e le gare, per evitare qualsiasi rischio di contagio del virus Covid-19 durante il viaggio e di rimanere a casa con amici e famiglie” dice Shinichi Sahara, Project Leader e Team Director. “Hanno tutti accettato, compresi i piloti Joan Mir e Alex Rins, e questo mi rende molto orgoglioso del gruppo che siamo”.

Il team campione in carica ha accettato la decisione come un gruppo forte e unito, l’unico della classe regina. Joan Mir ha intenzione di difendere con tutte le sue forze il titolo mondiale. “Voglio proteggere me stesso e i miei cari, ma anche la mia squadra che sta facendo sforzi per iniziare la stagione nel migliore dei modi. Non mi sentirei a mio agio a stare a casa con i miei amici e la mia famiglia sapendo che il mio equipaggio e tutta la squadra è in Qatar con limitazioni e sacrifici. E poi, siamo fortunati perché alloggiamo in un hotel molto bello e siamo trattati molto bene”.

Alex Rins è sulla stessa lunghezza d’onda del suo compagno di squadra: “Alla fine abbiamo deciso di stare qui perché in questo modo possiamo creare una bolla completa dove il Suzuki Team è tutto insieme, senza eccezioni. Prima di tutto, questo significa che siamo più sicuri, e possiamo anche essere più tranquilli pensando alle prossime gare”. I piloti compiono sport di ogni specie, compreso il karting e passano tempo in palestra. “Non ci è permesso di uscire dal nostro hotel o visitare gli spazi comuni dell’hotel dal momento che siamo nella bolla della MotoGP, quindi la mia routine è piuttosto basata sulle strutture che abbiamo a nostra disposizione: cibo nel ristorante, palestra in hotel, e qualche allenamento con le minibike al circuito”.

Joan Mir (foto Suzuki)