Gresini, l’addio del mondo del motociclismo: “Era un uomo amabile”

Piovono messaggi di cordoglio e di ricordo dedicati all’indimenticabile Fausto Gresini nel giorno della sua tragica scomparsa

Fausto Gresini con Marco Simoncelli
Fausto Gresini con Marco Simoncelli (Foto Honda)

È una giornata di grande lutto per il mondo del Motomondiale, che ha appreso della scomparsa di Fausto Gresini, amato ex pilota e team manager, a sessant’anni appena compiuti, dopo aver combattuto per oltre due mesi e mezzo contro il coronavirus.

In queste ore stanno piovendo i messaggi di cordoglio e di ricordo dedicate all’imolese, da parte di tutti gli addetti ai lavori del motociclismo. Uno dei primi è il leggendario Giacomo Agostini, il campione più vincente di sempre: “Mi spiace moltissimo per la scomparsa di Fausto Gresini, era una persona carinissima e amabile, un pilota eccezionale”, la sua reazione ai microfoni dell’agenzia di stampa Adnkronos. “A 60 anni morire così, non ce lo aspettavamo: quando persone come lui ci lasciano ti mancano particolarmente”.

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Il ricordo di Fausto Gresini dagli uomini del paddock

Fausto lascia un vuoto tra i grandi fuoriclasse del passato così come tra i loro eredi di oggi. Enea Bastianini, portacolori Ducati pronto a debuttare in MotoGP, ma svezzato dalla Gresini Racing nelle categorie inferiori, lo ricorda come uno di famiglia. “Grazie per tutto quello che hai fatto per me, nei miei primi tre anni nel Mondiale sei stato come un padre, mi hai fatto crescere tanto come pilota e come persona”, è il messaggio pubblicato dal Bestia su Facebook. E poi, ancora, ai microfoni dei giornalisti aggiunge: “Purtroppo non me l’aspettavo. Pensavo fosse grave ma non fino a questo punto. È una giornata molto triste, però voglio ricordarlo come un vincente. Era una persona che non mollava mai, con un carattere molto forte, mi è servito molto soprattutto nei primi anni del Mondiale. È stato come un papà del paddock per me, quindi è una grande perdita. Che peccato”.

Affranto anche Carlo Pernat, veterano dei manager delle due ruote, che da un anno era consulente di Gresini. “È stato un grandissimo di questo sport prima in pista e poi fuori”, racconta a Formula Passion. “Ha vinto due campionati in 125, ha poi aiutato Loris Capirossi a diventare campione del mondo quando erano compagni di squadra, dopo il ritiro dalle corse come pilota ha allestito un team senza eguali, dalla MotoE alla MotoGP. Era un grande talent scout, basta pensare a Daijiro Kato, o ad Enea Bastianini, scoperto da lui. Ma anche una persona speciale, non andava mai in cerca di pubblicità”.

Ma forse l’omaggio più toccante e commovente è quello del dottor Claudio Costa, fondatore della Clinica mobile: “Nella storia del motociclismo può accadere che un medico vecchio sopravviva a un pilota giovane”, scrive sulla sua pagina Facebook. “Oggi mi sento un padre senza un figlio, provo un grandissimo dolore. Ti ho visto muovere i tuoi primi passi nel motociclismo e poi quando hai conquistato i titoli mondiali, quando hai avuto bisogno di curare le ferite per arrivare a questi traguardi. Sembra quasi che la morte in pista sia un dono, a confronto di quella crudele e anonima di un virus, ma purtroppo questa è una battaglia che non è più sportiva, è una battaglia che deve sostenere tutta l’umanità, perché questo virus non guarda in faccia a nessuno e pretende le sue vittime, e il dolore è crudele e atroce. Non so a chi rivolgermi per il mio abbraccio e le condoglianze, spero solo che, come capita alla gente del motociclismo, tu continui a vivere nel cuore degli addetti ai lavori e di tutti coloro che amano le corse e i loro eroi”.

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Fausto Gresini e Jorge Martin, campione del mondo di Moto3 nel 2018
Fausto Gresini e Jorge Martin, campione del mondo di Moto3 nel 2018 (Foto Honda)