Il Sud Africa si candida ad ospitare la F1 in futuro

Il Sud Africa si candida a rientrare in F1 a partire dal 2023. Il nipote di Scheckter rivela il piano per riportare i GP a Kyalami.

Circuito Kyalami (©Getty Images)

Dopo 30 anni di assenza la F1 potrebbe tornare a competere in Africa. A rivelarlo è Warren Scheckter, presidente del comitato SAGP e nipote di Jody Scheckter, ultimo a vincere un mondiale con la Ferrari nel 1979 prima dell’era Schumacher.

Sede della gara sarebbe lo storico circuito di Kyalami recentemente rinnovato e già utilizzato per una manche del GT Challenge intercontinentale dedicata alla GT3.

Perché il rientro del Sud Africa non è un miraggio

Ad agevolare l’inserimento in calendario del continente africano la volontà espressa dallo stesso neo CEO del Circus Stefano Domenicali, interessato a riportare la classe regina sui tracciati storici.

“La data che ci siamo posti come obiettivo è il 2022, ma a causa della pandemia potrebbe slittare di un anno”, ha dichiarato alla Reuters il responsabile del progetto. “In ogni caso il nostro Paese è ad oggi la meta più probabile per il rientro delle competizioni automobilistiche in Africa, in quanto abbiamo molta storia alle spalle”.

Tra gli aspetti che giocano a favore di Kyalami c’è altresì lo stato della struttura, moderna e in linea con le richieste della Federazione Internazionale. Inoltre la presenza di Hamilton potrebbe accelerare la procedura. Il sette volte iridato con le sue battaglie contro il razzismo diventerebbe una sorta di bandiera. “Sarebbe un ottima maniera per portare la diversità ad ogni livello dello sport”, ha chiosato Scheckter.

Come detto, sin dal suo insediamento alla guida della F1, il manager imolese ha ribadito la necessità di appoggiare battaglie sociali come quelle portate avanti da Lewis. Ecco perché non è affatto da escludere che la pista di Midrand posse tornare ad essere teatro dei gran premi prima di molti altri. Miami in primis.

Jody Scheckter, (©Getty Images)

Chiara Rainis