Honda nella bufera: “Hanno avuto un vantaggio da Bradl”

Polemiche sulla Honda per quanto riguarda i test fatti effettuare in qualità di collaudatore al proprio pilota Bradl.

Alex Marquez e Stefan Bradl (Getty Images)
Alex Marquez e Stefan Bradl (Getty Images)

La stagione di MotoGP 2021 ancora deve cominciare e già stanno nascendo le prime polemiche all’indirizzo della Honda, che starebbe in un certo senso sfruttando alcuni cavilli del regolamento a proprio vantaggio. Molti team si sarebbero già ribellati alla cosa.

Tra questi ci sarebbe anche la KTM. La polemica sarebbe nata dal fatto che la Honda non avrebbe “dichiarato” Bradl pilota ufficiale pur sapendo perfettamente dell’impossibilità di schierare Marquez per tutto il 2020, riuscendo a sfruttare così i test adibiti per i collaudatori.

Polemiche sulla Honda

Durante un’intervista rilasciata a “Speedweek”, Pit Beirer ha così dichiarato in merito alla questione: “Non abbiamo nulla contro il pilota naturalmente, ma si tratta di pari opportunità. Il fatto che la Honda abbia usufruito di un vantaggio grazie a Bradl è indubbio. Da squadra campione del mondo la HRC ha potuto fare dei test che altrimenti avrebbe potuto fare solo con le concessioni”.

Il manager della KTM ha poi proseguito: “Questo è stato ingiusto nei confronti degli altri costruttori. Per questo motivo discuteremo per cercare di non dare in futuro la possibilità ad un collaudatore di sostituire un pilota ufficiale per così tanto tempo. Vorremmo stabilire un limite, magari di 3-4 gare l’anno”.

La paura da parte degli altri team è che la Honda, qualora Marquez fosse ancora assente, potrebbe continuare ad usare Bradl come pilota a gettoni senza “promuoverlo” ad ufficiale, sfruttandolo così anche nei test dedicati ai collaudatori.

Antonio Russo

Stefan Bradl (Getty Images)
Stefan Bradl (Getty Images)