Incendio a Termas de Rio Hondo: distrutto il circuito di MotoGP (VIDEO)

Un terribile incendio divampato questa notte ha distrutto buona parte del circuito di Termas de Rio Hondo, che ospita il GP d’Argentina

L'incendio alla pista di Termas de Rio Hondo
L’incendio alla pista di Termas de Rio Hondo (Foto YouTube/The Shessa)

Un violento incendio, le cui ragioni sono tuttora da chiarire, è scoppiato durante la notte di venerdì alla pista di Termas de Rio Hondo, in Argentina, distruggendo buona parte della struttura. Stando a quanto riferito dalla stampa locale, il fuoco si sarebbe originato intorno alle ore 23 nell’area dei box e poi si sarebbe diffuso anche alle zone riservate normalmente agli ospiti vip e alla stampa.

Le fiamme, alte e visibili da chilometri di distanza, sono state alimentate anche dai forti venti nella zona, che hanno complicato ulteriormente la situazione, tanto da richiedere l’intervento di diverse squadre di vigili del fuoco. Le autorità hanno immediatamente deciso di evacuare i veicoli contenuti nel museo intitolato a Juan Manuel Fangio, che si trova nello stesso complesso. Ma si stimano già perdite enormi, dell’ordine di milioni di euro, che potrebbero essere almeno in parte coperte dall’assicurazione stipulata dalla proprietà dell’impianto.

Intorno all’una del mattino, il pubblico ministero Carlos Vega, incaricato dell’indagine sulle cause del rogo, ha assicurato ai microfoni di Diario Panorama che la situazione era “quasi sotto controllo” e che stava “valutando se sia possibile ottenere altre prove per determinare se l’accaduto sia stato intenzionale o meno”, pur chiarendo che “apparentemente si tratta di un incidente”. Questo incendio mette seriamente a rischio la disputa del prossimo Gran Premio d’Argentina di MotoGP, che si sarebbe dovuto tenere proprio su questo tracciato il prossimo 11 aprile, dopo l’annullamento della scorsa edizione a causa della pandemia da coronavirus.

L'incendio alla pista di Termas de Rio Hondo
L’incendio alla pista di Termas de Rio Hondo (Foto YouTube/The Shessa)