Binotto e la curva odiata da Schumacher. Anche il Kaiser era umano

Il boss Ferrari Binotto ha rivelato un retroscena sul debutto di Schumacher a Fiorano e spiegato il suo rapporto Marchionne.

Michael Schumacher (©Getty Images)

Secondo alcuni è stato parte della ragione del tracollo vissuto dalla Rossa nel 2020. Anche per questo Mattia Binotto deve fare appello al passato per trovare qualcosa su cui sorridere. Tanti, troppi sono stati i momenti nella stagione scorsa, che hanno fatto dubitare della scelta operata dai vertici di Maranello di promuovere proprio lui, un ingegnere cresciuto a pane e numeri, nella gestione piloti.

Dunque, raggiunto dal sito ufficiale della F1 e in particolare dal podcast Beyond The Grid il 51enne ha preferito andare indietro nel tempo, addirittura fino al 1995, anno che vide Michael Schumacher calcare per la prima volta l’abitacolo della Ferrari.

Sede dell’episodio il circuito privato della scuderia a Fiorano. “Non riusciva ad affrontare correttamente la prima curva e allora domandò dall’ex direttore generale Jean Todt di cambiarla. Era piuttosto diversa da quelle a cui era abituato, per cui si decise di intervenire modificandola”, il suo racconto.

Schumi stacanovista

Come ci insegnano un po’ tutti gli sport e non solo quelli a motore, la preparazione è fondamentale. Se ci si allena ad alto livello, quando arriva il momento di fare la prestazione il risultato sarà il medesimo.

Un po’ Senna, anche il Kaiser di Kerpen ci teneva molto alla forma fisica e alla messa a punto di ogni minimo dettaglio in prova, quindi non stupisce l’altro aneddoto condiviso dal tecnico nato in Svizzera. “Di solito nei test facevamo il giro di installazione alle nove e poi discutevamo il programma della giornata, ma lui alle otto era già pronto, per cui capimmo che bisognava anticipare”.

Lavoro di prima mattina, ma anche poca tattica nei confronti di media e avversari. “Normalmente nell’ultima ora guidavamo con meno carburante così da far dire ai giornali che andavamo più veloci degli altri. Michael non capiva questa cosa. Voleva 50 chili in macchina per tutto il giorno. È stato un grande cambiamento per noi”, ha concluso rivelando che per il tedesco l’importante era apprendere il più possibile.

Mattia Binotto (©Getty Images)

Chiara Rainis