Esclusivo, Luca Marini: “Bello avere tre rookie sulla stessa moto”

Luca Marini si è concesso ad una lunga intervista esclusiva a noi di Tuttomotoriweb raccontandoci le proprie aspettative per il 2021.

Luca Marini (Getty Images)
Luca Marini (Getty Images)

Luca Marini è sicuramente uno dei piloti italiani più talentuosi di questi ultimi anni e la Ducati, che si è ritrovata a dover rinnovare il proprio parco piloti, ha deciso di puntare su di lui per la prossima stagione nel team clienti Esponsorama. Il rider nativo di Urbino verrà affiancato in squadra da Enea Bastianini, con il quale quest’anno ha lottato per il titolo iridato in Moto2 uscendone sconfitto solo all’ultima gara.

Il 2021 sarà un anno davvero particolare in MotoGP. Nella classe regina, infatti, con l’avvento di Luca Marini ci saranno ben tre coppie di fratelli: i due Marquez, i due Espargaro e lo stesso Marini che troverà il fratello Valentino Rossi. Il pilota italiano si è concesso ad una lunga intervista con noi di Tuttomotoriweb.com dove ci ha raccontato l’annata appena trascorsa e le sue aspettative per il futuro.

In questa stagione hai sfiorato il titolo, hai qualche rimpianto in particolare?

No, sinceramente non ho nessun rimpianto di questa stagione. È vero che abbiamo commesso degli errori, che non ci hanno permesso di vincere questo titolo, al quale io ci credevo molto. Anche perché penso che a noi non mancasse niente. Avevamo tutte le carte in regola per poterlo vincere. Mi sono sentito molto bene quest’anno quasi in tutti i Gran Premi.

Il feeling con la moto era ottimo, ma c’è mancato qualcosa nei momenti di difficoltà. Gli errori che abbiamo fatto li abbiamo pagati. Non posso rimpiangere niente perché per quanto riguarda quello che era nelle mie capacità io ho dato il 100%: in ogni GP, in ogni gara, in ogni turno di prove e in ogni metro che ho percorso con la moto, in ogni curva. Ci tenevo tantissimo, ci credevo molto, ma purtroppo è andata così, ora bisogno guardare avanti. Il nostro è uno sport che guarda sempre al presente, ormai quello è il passato e non possiamo cambiarlo. Adesso ho una nuova avventura davanti a me.

L’anno prossimo Enea diventerà il tuo compagno di squadra, come è il rapporto tra voi due?

L’anno prossimo sarà molto figo avere Enea come compagno di squadra, perché alla fine è stato bello lottare per il titolo con lui sino all’ultima gara. Penso che sia bello il fatto che l’anno prossimo saremo insieme con lo stesso team e la stessa moto, in modo da poter vedere un po’ come ci troviamo con la nostra prima esperienza in MotoGP.

Penso che ci potremo parlare un po’ di cose tecniche, un po’ della moto, aiutarci a vicenda per poterci migliorare velocemente. Il nostro rapporto è molto buono, penso che non ci sia nulla che non vada.

Nella seconda parte di stagione hai avuto una flessione. Quanto ha pesato l’infortunio di Le Mans?

C’è stato un periodo in cui ho ottenuto risultati nettamente inferiori alle nostre capacità. Un po’ è dipeso dall’infortunio alla caviglia, ma penso che il problema sia stato anche il fatto che nella stessa caduta ho danneggiato un po’ il telaio. Non ci siamo accorti però del danno fatto perché tramite gli strumenti di misurazione che avevamo sembrava che il telaio fosse ok, invece non era così. Abbiamo quindi disputato 3 Gran Premi con questo problema. Due GP più venerdì di Aragon 2, dove ho ottenuto due zeri e alla fine sono stati pesantissimi.

In un campionato così incerto e breve non puoi permetterti di fare due zeri. Non siamo stati bravi in quell’occasione a gestire quel momento di difficoltà e questo è stato proprio un peccato.

Ci racconti come è stata questa stagione vissuta con lo spettro costante del Covid-19 sulle spalle?

Sinceramente questa stagione l’ho vissuta sempre allo stesso modo delle altre. È vero che il mondo è in una situazione particolare, unica, non è stato facile per nessuno ovviamente però non abbiamo riscontrato troppe difficoltà alla fine. L’organizzazione dell’IRTA e della Dorna e di tutti quelli che si occupano anche della logistica è stata ottima, è stata perfetta e hanno reso tutto possibile. Questa è stata una gran cosa.

La cosa più brutta è stata non avere i tifosi sugli spalti, quella è stata una piccola mancanza che si faceva sentire tanto, perché ti sentivi solo. Soprattutto quando finiva la gara che prendevi la bandiera a scacchi e magari avevi ottenuto un buon risultato, ti guardavi attorno e non c’era nessuno.

Dopo 3 anni saluti lo SKY Racing Team VR46, ci lasci un tuo pensiero su questa esperienza?

È stata un’esperienza bellissima. Al Team SKY VR46 sono migliorato tanto, siamo cresciuti tanto insieme. In questo 2020 abbiamo lottato sino all’ultima gara dell’anno per il Mondiale concludendo al 2° posto e penso che questa sia una cosa di cui essere contenti.

Mi sono ritrovato in un grande gruppo, con una grande squadra e voglio ringraziare tutte le persone che hanno lavorato con me in questi anni perché sono stati davvero molto importanti. Mi sono divertito tantissimo con gli altri piloti, ho passato dei bei momenti e adesso non vedo l’ora di cominciare una nuova avventura in cui SKY e VR46 faranno ancora parte nel 2021. Non ci siamo del tutto lasciati in realtà.

 

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Il tuo prossimo appuntamento è la 12 Ore del Golfo. Dopo l’ottimo 3° posto nella generale di un anno fa ora puntate a vincerla?

Il prossimo appuntamento è la 12 Ore, quest’anno si correrà in Bahrain. È impossibile puntare a vincerla la classifica generale. Io penso che noi dovremo focalizzarci sulla nostra categoria, che è la Pro-Am e di fare il meglio possibile lì. L’anno scorso siamo stati molto bravi a non commettere errori durante tutto l’arco della gara.

Siamo però stati anche agevolati dai problemi che hanno avuto gli altri team, che ci ha permesso di salire sul terzo gradino del podio della classifica generale. È una cosa molto difficile che accada perché di solito ci sono i team ufficiali con i piloti ufficiali che si giocano le prime posizioni. È proprio un’altra categoria rispetto alla nostra. Quindi noi cerchiamo di restare concentrati sulla nostra categoria e di provare a rivincerla come abbiamo vinto l’anno scorso.

Cosa ti aspetti dalla MotoGP? Pensi che il tuo fisico possa aiutarti ad avere subito un buon approccio con la nuova categoria?

Mi aspetto tantissime cose, non vedo l’ora di provarle, è stato davvero un peccato non poterla provare nei test a fine anno. Non credo che il mio fisico influirà troppo su questa nuova categoria. Sicuramente nella Moto2 ero un po’ più stretto. Facevo un po’ più di fatica, ma non penso che possa essere né un vantaggio né uno svantaggio. Alla fine tutto dipende dal feeling che hai con la moto, di come ti trovi.

Penso che la cosa più importante sia prendermi il giusto tempo, non impiegarci troppo tempo a conoscere la moto, a conoscere le gomme, a imparare le cose velocemente e poi cercare di essere più veloce possibile quando mi sentirò pronto.

La Ducati non è mai stata una moto semplice da guidare, soprattutto per un rookie. Di solito voi della VR46 vi date tutti una mano, Pecco ti ha già dato qualche consiglio?

La Ducati dicono che non sia la moto più semplice. È una moto un po’ particolare, ma alla fine quest’anno nel 2020 sono andati forte con tantissimi piloti, che guidano tutti in modo diverso. È stato anche il team campione del mondo la Ducati nel campionato costruttori. Penso che in realtà possa essere anche una moto equilibrata, bisognerà però conoscerla.

Quando sei un rookie sicuramente è tutto più complicato. Mi piacerà vedere anche come si troveranno Martin ed Enea con questa moto qui. Mi sembra che Martin avrà una 2020 ufficiale, quindi sarà leggermente diversa dalla mia. Però è bello avere questo confronto tutti e tre rookie sulla stessa moto. Con Pecco un pochino ho parlato, però abbastanza approssimativamente. Gli chiederò qualcosa di più quando ci avvicineremo al primo test dell’anno.

L’anno prossimo finalmente correrai nella stessa categoria di Valentino. Cosa significa questo per te? C’è già qualche scommessa tra voi due?

Correre con Vale il prossimo anno sarà bellissimo. Non c’è nessuna scommessa tra di noi e non credo ce ne saranno. Alla fine siamo fratelli, ma siamo dei piloti professionisti, quindi c’è molto lavoro da fare, ognuno penserà al suo lavoro.

Sicuramente è una figata correre insieme a lui. Tutti sappiamo la profonda stima che io ho nei suoi confronti e poterlo vedere in pista sarà sicuramente una grandissima cosa. Non so che effetto mi farà, ancora la devo interiorizzare questa cosa. Prima ho bisogno di farci qualche giro, ora non ho ancora le parole per descriverlo bene.

Sappiamo che sei un grande tifoso della Roma, in questi giorni il calcio è in lutto per la scomparsa di Maradona. Ti va di lasciarci un tuo pensiero o ricordo di lui?

Sono un gran tifoso della Roma e la scomparsa di Maradona è stata sicuramente un lutto incredibile per tutto il mondo del calcio e non solo perché Maradona alla fine è riuscito ad avvicinare tantissime persone non appassionate proprio di calcio. Non ho ricordi in particolare di lui perché ero ancora troppo piccolo quando faceva le sue magie però le ho riviste negli anni con tantissimi video che ci sono in televisione e su internet.

Questo è un argomento veramente delicato, quindi mando un abbraccio e le condoglianze a tutte le persone che sono vicine a lui che stanno vivendo un momento difficile anche per tutte delle polemiche che sono nate dopo. Non ho seguito bene, ma sento che ci sono stati un po’ di casini e questa cosa un po’ mi dispiace perché quando succedono cose del genere ci vorrebbe un po’ più di tranquillità intorno. Sicuramente è stato un momento triste, in un anno difficile per tutto il mondo. Spero che si possa cominciare l’anno nuovo in modo totalmente diverso. Speriamo che torni tutto alla normalità.

Sky Racing Team VR46 - Luca Marini (Getty Images)
Sky Racing Team VR46 – Luca Marini (Getty Images)