Binotto pazzo di Leclerc: “Charles è un leader alla Schumacher”

Il team principal Ferrari Binotto esalta il suo pupillo Leclerc e lo paragona a Schumacher per il carattere da leader. 

Charles Leclerc (Getty Images)
Charles Leclerc (Getty Images)

Se per qualcuno potrebbe sembrare un’esagerazione, per Mattia Binotto evidentemente non lo è. Il boss della Rossa è talmente gasato del suo gioiellino che non teme neppure i paragoni più azzardati. Dati alla mano, da inizio 2019, anno del suo ingaggio a Maranello,  Leclerc ha ottenuto soltanto due vittorie, eppure per il responsabile Ferrari ha già raggiunto di Schumacher. “Penso che ci siano delle somiglianze”, ha dichiarato al podcast della F1 Beyond the Grid. “All’epoca, dal 1995 al 2000, stavamo investendo sulle tecnologie e sulle persone come stiamo facendo adesso”, ha proseguito insistendo sull’importanza dell’Academy e sul ruolo del Cavallino quale fucina per talenti emergenti dell’ingegneria.

Per il 51enne l’unica differenza tra il monegasco e il tedesco sarebbe il fattore esperienza, oltre a qualche mondiale conquistato. “In ogni caso Charles è un leader, o comunque lo sta diventando e questo è importante per creare un ciclo vincente. Il successo della Scuderia di domani dipenderà in qualche modo dalla maniera in cui si comporterà”, ha aggiunto quasi demandando alle spalle del 22enne tutto il peso del prestigioso marchio.

Purtroppo però i titoli non possono arrivare se la macchina non è all’altezza e l’equipe modenese ha spesso bruciato i driver blasonati che si sono susseguiti alla sua corte. Senza andare lontano citiamo solamente i casi recenti di Fernando Alonso e Sebastian Vettel. Il rischio, dunque per il #16 è quello di venir accantonato come stiamo vedendo con Seb qualora non si riuscisse a centrare l’obiettivo fissato. “Penso che con una vettura difficile come la SF1000 sia stato forte, costante, capace di adattarsi ai vari tracciati E’ cresciuto molto sia come corridore, sia come uomo. Il modo in cui fa parte della nostra famiglia mi piace”, lo ha infine incensato il dirigente facendo leva sull’innato egocentrismo degli atleti che hanno fame di vittoria.

Mattia Binotto (©Getty Images)

Chiara Rainis