“Ho pensato: ‘Sto per morire'”: i terribili 28 secondi d’inferno di Grosjean

Romain Grosjean torna nel paddock della Formula 1 e racconta ai giornalisti nel dettaglio come ha vissuto gli attimi del suo incidente

Romain Grosjean torna nel paddock della Formula 1 a Sakhir, in Bahrein
Romain Grosjean torna nel paddock della Formula 1 a Sakhir, in Bahrein (Foto Bryn Lennon/Getty Images)

Dopo tre notti trascorse in via precauzionale all’ospedale di Manama e dopo le dimissioni di mercoledì, ieri Romain Grosjean ha fatto il suo ritorno nel paddock della Formula 1. Non ancora per risalire nell’abitacolo della sua Haas (vedremo se potrà provarci nel Gran Premio conclusivo della stagione ad Abu Dhabi), ma per incontrare i giornalisti in un’attesissima conferenza stampa. E per raccontare loro, finalmente nel dettaglio, quei terribili 28 secondi d’inferno trascorsi tra l’impatto a 220 km/h contro le barriere del circuito del Sakhir e il suo miracoloso salvataggio.

“Per me non sono durati ventotto secondi, mi è sembrato almeno un minuto e mezzo”, spiega. “Quando la macchina si è fermata ho aperto gli occhi e ho staccato subito le cinture di sicurezza. Non ricordo di aver staccato il volante, ma il team mi ha spiegato che la colonna dello sterzo si è rotta, quindi me lo devo essere ritrovato sulle gambe. Dunque ho provato a saltare fuori”. Ma il pilota francese si è trovato in trappola: “Ho sentito qualcosa che mi toccava la testa, quindi ho dovuto risedermi in macchina, a testa in giù contro il muro, e il mio primo pensiero è stato quello di aspettare l’arrivo dei soccorsi. Ero tranquillo. Finché non ho guardato a sinistra e ho visto il fuoco. A quel punto mi sono detto: ‘Ok, non ho tempo per aspettare'”.

Quei momenti in mezzo al fuoco

Lì sono iniziati gli attimi più terribili: “Ho pensato a Niki Lauda, al suo incidente e mi sono detto: ‘Non può finire così’. Ho cercato di muovermi, ma ero bloccato. C’è stato un momento meno piacevole in cui il mio corpo ha cominciato a rilassarsi. Ero in pace con me stesso, stavo per morire. Mi sono chiesto se mi si sarebbe bruciato il piede o la mano, se mi avrebbe fatto male”.

Per qualche frazione di secondo Grosjean stava addirittura accettando il suo terribile destino, ma poi il pensiero è corso alla sua famiglia e gli ha dato la determinazione e la motivazione per riportarsi al sicuro: “Ho pensato ai miei bambini e ho detto: ‘No, non possono perdere il loro papà oggi’. Non so perché, ma ho deciso di girare il casco a sinistra e di piegare la spalla. Ha funzionato, ma a quel punto il piede era bloccato in macchina. Perciò ho fatto forza al massimo sulla gamba sinistra e mi sono tolto la scarpa. Avevo entrambe le mani nel fuoco, i guanti che normalmente erano rossi stavano diventando neri e si stavano sciogliendo. Sentivo il dolore, ma anche il sollievo: ero fuori dalla macchina”.

Il salvataggio di Grosjean

A quel punto sulla scena è giunto il medico della Formula 1, Ian Roberts, a soccorrerlo: “Sono saltato giù e ho sentito Ian che mi tirava la tuta, perciò non ero più da solo. Ho l’immagine di me stesso come una palla di fuoco, le fiamme mi inseguivano e continuavo a scuotere la mano per il calore e il dolore. Mi sono subito tolto i guanti per evitare che la pelle ci si attaccasse. Poi Ian mi ha urlato: ‘Siediti’. E io gli ho risposto: ‘Parlami normalmente, per favore’. A quel punto credo che abbia capito che stavo bene”. Il resto è quello che tutti abbiamo visto dalle immagini televisive: la sua salita sulla vettura medica, poi il trasferimento in ambulanza.

“Ho voluto salirci a piedi e non in barella, per mandare un altro forte messaggio che stavo bene”, prosegue Grosjean. “A tutti coloro che incontravo riuscivo a dire soltanto: ‘Due mani bruciate, un piede rotto’. Avevo paura per la mia condizione e volevo che tutti sapessero i miei sintomi”. La conclusione di Romain è: “Questa è la storia completa di quei 28 secondi. Ma, come potete immaginare, con tutti i pensieri che mi hanno attraversato la mente mi sono sembrati ben più lunghi di 28 secondi”. Il vero miracolo è che ora lui sia ancora qui per raccontarceli.

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Romain Grosjean incontra il medico della F1 Ian Roberts e il pilota della medical car Alan van der Merwe
Romain Grosjean incontra il medico della F1 Ian Roberts e il pilota della medical car Alan van der Merwe (Foto Mark Thompson/Getty Images)