Valentino Rossi: “Yamaha deve cambiare. Decimo titolo? Ci penso ancora”

Valentino Rossi in un’intervista a Sky Sport MotoGP si confessa a 360° su tanti temi: dall’addio al team ufficiale Yamaha al suo futuro.

Valentino Rossi
Valentino Rossi (Getty Images)

Il Gran Premio del Portogallo sarà l’ultimo di Valentino Rossi da pilota ufficiale Yamaha. Com’è risaputo, nel 2021 passerà alla squadra satellite Petronas.

Vorrebbe concludere meglio possibile questa avventura, però le Qualifiche MotoGP di Portimao lo hanno portato a conquistare solo un deludente diciassettesimo tempo. Il Dottore non è particolarmente competitivo in questo weekend e già finire in top 10 la gara sarebbe un buon risultato, considerando il passo che ha mostrato nelle prove libere.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE -> Valentino Rossi non punta troppo in alto: “Inseguo solo la zona punti”

Rossi saluta il team ufficiale Yamaha

Rossi ha concesso un’intervista a Sky Sport MotoGP e ha raccontato le sue sensazioni nel lasciare il team factory Yamaha: «È un momento importante. Abbiamo fatto un viaggio lunghissimo insieme. Una bellissima esperienza, divisa in due parti dato che in mezzo ci sono stati due anni in Ducati. Sarò sempre grato alla Yamaha per avermi dato la possibilità di tornare, anche dopo due stagioni deludenti altrove. Mi spiace lasciare il team, però non provo tristezza. Sarò in Petronas e ho curiosità di vedere come sarà, penso che non cambierà tanto a parte i colori».

Valentino non pensa di fare qualcosa di eclatante a Portimao per salutare la squadra ufficiale: «Non bacerò la moto. Abbraccerò le persone che sono state con me in questi anni e che nel 2021 vedrò meno. La moto rimarrà la stessa, solo vestita con altri colori».

Cosa c’è stato di positivo nel 2020? Il Dottore cerca di guardare i pochi lati positivi di una stagione complicata: «Qualche volta ho avuto una buona competitività. Non è stato come nel 2019, quando tante volte avevo lo stesso problema. Mi sono trovato meglio con la moto. Comunque è stato un anno difficile, perché ho fatto troppi errori e in certi casi sono stato sfortunato. E ho preso anche il Covid, è successo di tutto…».

Capitolo Covid-19. Il nove volte campione del mondo racconta com’è stato essere positivo all’ormai noto coronavirus: «Ne avrei fatto volentieri a meno. Quello che mi ha fatto più impressione è vedere com’era cambiata la gente. Di solito mi vogliono sempre venire vicino, invece in quel caso tutti hanno poi avuto paura, a partire da mia mamma. Ti trattano come un appestato, è stata una cosa brutta e mi ha impressionato. Comunque non ho mai avuto paura, sono stato sempre bene e mi è dispiaciuto non poter correre due gare. Purtroppo non potevo farci nulla, ho dovuto aspettare».

Al 41enne pilota pesarese viene domandato se, ritardando la scelta per il 2021, la decisione presa poi sarebbe stata la stessa da parte sua e di Yamaha. Questa la sua risposta: «Credo che Yamaha e altri scelgano troppo presto. Bisognerebbe aspettare di più, almeno metà stagione, per decidere quella dopo. Comunque, sinceramente, penso che sarebbe cambiato poco».

Rossi spiega com’è la situazione in Yamaha, dove il rendimento è stato altalenante in queste stagioni: «Una cosa è la squadra, dove c’è molta gente che lavora e si cerca di fare tutto al top. Poi c’è l’evoluzione della moto, che si fa soprattutto in Giappone. Su questo negli ultimi anni siamo stati un po’ statici, non fantastici. Mi piacerebbe che ci fosse più collaborazione tra la parte giapponese e quella italiana-europea per migliorare la moto».

Successivamente si parla del motore, che sulla M1 da tanto tempo rimane il punto debole: «Abbiamo sofferto tanto quest’anno col motore – afferma – quando invece speravamo di essere più competitivi quest’anno. La storia delle valvole rispecchia un po’ quanto nel reparto motori Yamaha in Giappone ci sia della confusione».

Valentino su Morbidelli, decimo titolo e futuro MotoGP

Nel 2021 avrà Franco Morbidelli compagno di box nel team Petronas SRT. Un amico, ma anche un rivale da battere: «Ci siamo cresciuti le serpi in seno – scherza – ma la sua storia è speciale. L’abbiamo aiutato da quando era giovanissimo ed essere nel team insieme in MotoGP è una cosa che non mi sarei mai aspettato. È una bella storia. Il problema è che adesso è il pilota più in forma e quindi stargli davanti nel 2021 sarà difficile».

Valentino non nasconde il desiderio di diventare papà tra non molto: «Non ho paura, più avanti ci sarà una parte di vita diversa con altre soddisfazioni che non saranno come essere un pilota MotoGP. A me piacerebbe diventare padre. Ho capito che se aspetto di essere pronto, non succederà mai. A un certo punto lancerò il cuore oltre l’ostacolo. Ovviamente molto importante avere la donna giusta con la quale stai bene».

Il Dottore non smette di sognare il decimo titolo mondiale, consapevole che ormai sia molto difficile riuscire a conquistarlo: «Quello è sempre l’obiettivo principale, però andrebbe bene anche vincere delle gare e fare dei podi essendo protagonista dei GP».

Per quanto concerne il proseguimento della carriera anche nel 2022, chiaramente non può sbilanciarsi già adesso: «Deciderò durante l’estate prossima. Non ho ancora deciso di smettere, ovviamente dipenderà molto dai risultati».

Rossi non nega di poter entrare con il team VR46 in MotoGP in futuro, forse già nel 2022: «Anni fa avrei detto no. Ma ci siamo trovati benissimo in Moto3 e Moto2. Fare una squadra in MotoGP è completamente un’altra cosa, bisogna strutturarsi bene e soprattutto serve trovare tanti soldi. Non è facile. L’anno prossimo con mio fratello Luca proveremo a capire come funziona, poi decideremo se farlo. Farlo con la realtà Esponsorama Avintia? Non è detto, bisogna valutare un sacco di cose».

Il pesarese non esclude di poter avere una squadra MotoGP legata a un marchio differente da Yamaha: «Una storia sono io come pilota, un’altra potrebbe essere il mio team. Non sono cose che possiamo decidere noi. Nel senso che se Yamaha continua con Petronas, le M1 sono finite. Vedremo cosa succederà nel 2021. Ducati non la escludo, è tutto aperto. Honda? Non credo, non abbiamo grandi rapporti».

Joan Mir, Luca Marini e post-MotoGP

Joan Mir ha meritato il titolo MotoGP 2020, Rossi ne è convinto: «Un campionato meritatissimo, perché è stato il più bravo. Ha fatto tanti podi e stava già vincendo in Austria, prima della bandiera rossa. Il calendario ha fatto un campionato strano e difficile, abbiamo corso in tante piste nel momento sbagliato e ci sono stati problemi soprattutto con le gomme. Comunque Mir è campione del mondo e quindi complimenti a lui».

Consigli al fratello Luca Marini per il suo debutto in MotoGP nel 2021: «Deve approcciarsi con calma, lavorando bene. La Ducati è una moto con tanto potenziale, però è particolare da guidare secondo me».

Futuro da pilota di auto per Valentino, che a inizio del 2021 sarà nuovamente al volante di una Ferrari 488: «Non farò il Rally di Monza. Correrò in Bahrein il 9 gennaio con la Ferrari 488 del team Kessel con Uccio e Luca come l’anno scorso, dove però corremmo ad Abu Dhabi. Quando smetterò con le moto, mi piacerebbe fare questo tipo di gare endurance con le auto. Ci sono Le Mans, Spa e tante altre gare belle. Dakar? Mi piacerebbe più stare sull’asfalto, al momento non penso alla Dakar».

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE -> Dovizioso chiude in… bruttezza con la Ducati: “Sono deluso, mi girano”

Valentino Rossi
Valentino Rossi (Getty Images)