Paura coronavirus nel paddock: come nasce il protocollo Dorna

Cresce il rischio Coronavirus in tutta Europa e nel paddock del Motomondiale. Il dott. Angel Charte assicura sulla rigidità dei protocolli.

Angel Charte
Il dott. Angel Charte (getty images)

Con la seconda ondata di Coronavirus il paddock della MotoGP tiene alta l’attenzione. Dorna e IRTA hanno chiesto ai team di rispettare rigidamente le regole e di evitare che i piloti tornino a casa tra un Gran Premio e l’altro. Carmelo Ezpeleta ha compiuto un ottimo lavoro per consentire l’esecuzione del campionato, ma adesso bisogna preparare al meglio il finale di Valencia e Portimao, perché i casi di contagio sono in ascesa, anche all’interno del Motomondiale. Il dottor Angel Charte, spiega come si è arrivati a stilare il rigido protocollo anti-Covid. “Quando è scoppiata la pandemia, che ci ha colti in Qatar, abbiamo iniziato a lavorare perché la nostra idea era di tornare indietro, volevamo tornare indietro”, dice il medico ai microfoni del sito ufficiale Motogp.com.

Controlli nel paddock

Per sancire le regole sanitarie all’interno del paddock si sono seguire alla lettera le direttive dell’OMS. “Abbiamo un’APP che ci dice se qualcuno è positivo o no. Ci siamo concentrati sui protocolli ufficiali che l’OMS stava emanando e abbiamo avviato tutti i meccanismi e tutta la preparazione del protocollo Covid. Dopo quattro o cinque mesi abbiamo effettuato test PCR costanti. Abbiamo un’APP che ci dà i colori, verde o rosso, se possono passare o meno. Inoltre, noi medici eseguiamo test a campione per vedere se ci sono positivi o meno. Se sono positivi, sappiamo con chi sono stati a causa del protocollo che abbiamo in atto”.

Se un pilota si sveglia con sintomi o ha la febbre, può inserire tutte queste sensazioni nell’app. Ogni giorno alle 8 del mattino, sia il dottor Angel Charte che l’intero team medico della Coppa del Mondo Quirón Salud ricevono queste informazioni e possono iniziare a procedere come da protocollo. Intanto a Portimao cresce la paura per la seconda ondata di Coronavirus. Da escludere la presenza del pubblico, ma il Gran Premio dovrebbe tenersi senza problemi. Anche se il condizionale è d’obbligo.

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