Parigi torna a vibrare di motori e idee: dal 12 al 18 ottobre, il Mondial de l’Auto riaccende la scintilla tra memoria e futuro. È il salone dei ritorni, degli esperimenti coraggiosi e delle auto “per tutti” che promettono di cambiare le nostre abitudini urbane.
Il Salone di Parigi 2026 (91ª edizione, Paris Expo Porte de Versailles) si annuncia affollato come non accadeva da tempo. L’aria è quella giusta: marchi rientrati dopo anni, concept che tornano a far sognare, modelli concreti e pronti al mercato. Il paradosso è affascinante: tanta elettrificazione, ma senza ideologia; più scelte, meno slogan.
Ritorni eccellenti e debutti attesi
Il rientro delle grandi Case dà la misura del momento. Alfa Romeo porta la prima delle nove concept Stellantis: indizi da sportiva e sguardo al futuro segmento C. Honda torna con la Prelude e:HEV, coupé ibrida su base Civic. Mercedes-Benz espone l’intera offensiva elettrica, con la nuova CLA (Car of the Year 2026) e il dubbio intrigante sulla prima AMG a batteria: non confermata, ma papabile. Ford riabbraccia il pubblico europeo tra Mustang e tecnologia BlueCruise. C’è fermento anche in Audi: la A2 e-tron non è ufficiale, però le probabilità ci sono.
Il centro di gravità, però, si svela a metà percorso tra gli stand più “pop”. Qui pulsa la nuova ondata di compatte pensate per l’Europa. La più attesa è la smart #2: due posti veri, trazione posteriore, sbalzi corti e piattaforma ECA a 400 volt. Obiettivo dichiarato: circa 300 km in città. Il gruppo Volkswagen cala un tris ad alto impatto: ID.1 (erede elettrica della Up!, attesa nel 2027), la Volkswagen ID. Polo e la Skoda Epiq, lunga meno di 4,2 metri, batterie da 38,5 a 55 kWh e prezzo d’attacco da 26.400 euro. In mezzo, la Cupra Raval spinge sull’emozione: 211 CV, batteria da 52 kWh, listino da 29.950 euro per la Launch Edition. Piccole, ma con un’idea precisa: riportare l’auto elettrica vicino alla vita reale.
Dall’Italia arrivano due fili narrativi opposti e complementari. Fiat Grizzly e Grizzly Fastback puntano su spazio e praticità nel cuore del segmento C: luci a LED dal disegno originale, benzina, ibrido e full electric. Prezzi non comunicati. All’estremo del desiderio sta la Lancia Gamma: fastback rialzata su piattaforma STLA Medium (circa 4,7 metri), interni curati, ibrido da 145 CV e tre versioni elettriche con autonomia fino a 740 km. La HF Integrale promette 375 CV e 675 km: il ritorno di un linguaggio che fa battere il cuore.
Elettriche popolari e sogni ad alte prestazioni
La Cina gioca di fino. BYD Dolphin G DM-i dichiara oltre 1.000 km di autonomia combinata (plug-in), un numero da prendere come riferimento, non come dogma. Chery porta SUV e ibride per ogni esigenza, mentre Denza e Avatr mostrano quanto il lusso elettrico sia ormai un terreno condiviso. In casa Citroën la concept della nuova 2CV elettrica su piattaforma E-Car guarda al 2028 e a un prezzo sotto i 15.000 euro: promessa pop, tempi e dettagli da confermare.
Sul fronte dei sogni, Lucid Air resta la calamita: fino a 1.234 CV, 0-100 in 1,89 secondi, batteria da 118 kWh e autonomia dichiarata fino a 960 km. La SUV a sette posti Lucid Gravity spinge ancora oltre con 123 kWh. Sono numeri che non servono ogni giorno, ma disegnano un orizzonte.
Camminando tra i padiglioni, l’impressione è questa: il Mondial de l’Auto ha ritrovato la voce. C’è l’auto giusta per chi misura il tragitto in spese e ricariche, e c’è quella per chi cerca una scossa all’anima. La domanda, alla fine, è semplice: quale di queste auto racconta meglio chi sei quando giri l’angolo di casa?




