La Red Bull passerà a delle power unit auto-prodotte nel 2026 e marchiate Ford. Questo cambiamento radicale può fare la differenza.
Mancano poche settimane al via del mondiale di F1 targato 2025, uno dei più attesi della storia visto l’equilibrio tecnico che tutti si attendono, ed anche pensando alle formazioni di piloti che vedremo in azione. Tutti vanno a caccia di Max Verstappen, quattro volte campione del mondo, che nel 2024 ha dovuto ricorrere a tutta la propria classe per arginare la crisi tecnica della Red Bull, entrata in grande difficoltà con la RB20 dopo aver dominato le prime gare. A seguito dell’addio di Adrian Newey, principale artefice dei successi del team di Milton Keynes, sembra che qualcosa si sia rotto.
Per il 2025, anche se fare pronostici è pressoché impossibile, Verstappen non parte come favorito come in passato, e dovrà sudare e tanto per confermarsi campione del mondo, nella speranza che la Red Bull, nel corso dell’inverno, abbia ritrovato la quadra. Nel frattempo, occorre lavorare anche al 2026, anno in cui la Honda e la squadra di Christian Horner si separeranno, in concomitanza con la rivoluzione tecnica sulle power unit. Secondo un ex team principal, la scelta potrebbe essere stata molto rischiosa, e con la Ford occorrerà una perfetta sinergia.
In un’intervista concessa ai microfoni di “Formule1.nl“, l’ex team principal dell’Alpine Otmar Szafnauer ha parlato del 2026, stagione in cui entreranno in vigore le nuove power unit, per una rivoluzione tecnica di enorme impatto. La Red Bull produrrà in proprio le power unit che saranno marchiate Ford, ma che saranno realizzate presso Milton Keynes. Questo, secondo Szafnauer, rappresenta sicuramente un rischio, e servirà lavorare in simbiosi con la casa di Detroit per riuscire a mettere in pista un’unità propulsiva affidabile e competitiva. Viceversa, la strada potrebbe essere in salita, con un serio gap da recuperare poi sui rivali.
Ecco le sue parole: “Ci sono tecniche che funzionano bene alla Ford, ma non in F1, e questo potrebbe rallentare gli sviluppi. Le due parti devono essere sulla stessa lunghezza d’onda, perché se non lo fanno, potrebbero essere in difficoltà. Occorre identificare ciò che funziona e ciò che non funziona“. La Red Bull dovrà moltiplicare gli sforzi per pensare di presentarsi al via del mondiale 2026 con una power unit performante, in quello che sarà un campionato in cui le power unit torneranno ad occupare un ruolo determinante.
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