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Motomondiale

MotoGP, c’è il dato che condanna Bagnaia: ecco il motivo per cui è caduto

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Giovanni Messi

Pecco Bagnaia ha vissuto un difficile avvio di stagione in MotoGP, ed ora piove sul bagnato. Ecco il motivo della sua caduta.

Giornate difficili per Pecco Bagnaia, che ha lasciato Austin con 11 punti di ritardo da Marco Bezzecchi, in un fine settimana in cui poteva fare un sol boccone degli avversari. Il rider torinese si è confermato il padrone delle Sprint Race, imponendosi al sabato dopo aver messo a referto l’ennesima pole position nella sua carriera in MotoGP.

MotoGP Pecco Bagnaia e le ragioni della caduta (ANSA)

Alla domenica, ancora una volta, la tensione gli ha giocato un brutto scherzo, e mentre tentava di allungare sulla Honda LCR di Alex Rins, è arrivata la caduta. La sua Ducati lo ha scaraventato a terra, e si è trattato del secondo errore consecutivo dopo quello in Argentina.

Bagnaia è in un momento complicato, che sembra averlo riportato ad un anno fa, quando la sua carriera in MotoGP pareva arrivata davanti ad un bivio di certo non atteso. Il titolo di campione del mondo avrebbe potuto cambiare tutto, ma ora sembra di essere alle solite. Ecco perché è caduto in gara domenica.

MotoGP, la telemetria dimostra l’errore di Bagnaia

La caduta di Pecco Bagnaia ha fatto tanto parlare di sé dopo il Gran Premio delle Americhe della MotoGP, e c’è da dire che le dichiarazioni del campione del mondo non sono state di certo carine nei confronti della Ducati. L’iridato, infatti, non ha ammesso le sue colpe, affermando di volerci capire qualcosa in più assieme alla squadra.

Dopo lo scivolone sul bagnato avvenuto in quel di Termas de Rio Hondo, occorreva il ritoro al vertice per far dimenticare quanto accaduto in Argentina, ma ad Austin è arrivato un errore ancor più grave, che lo ha portato a -11 da Marco Bezzecchi in classifica mondiale. Tutto è ovviamente apertissimo e Pecco resta il grande favorito, ma dalla telemetria è ora emerso un qualcosa di non certo positivo per lui ed il suo morale.

La telemetria ha infatti evidenziato come il campione del mondo della MotoGP fosse di circa 30 centimetri fuori dalla traiettoria ideale, cosa che con questi mostri di oggi diventa fatale. Appena si va un pelino sullo sporco, soprattutto su una pista insidiosa come quella texana, la caduta è quasi assicurata, come confermano tutti gli altri ritiri visti domenica.

Bagnaia ha ora terminato tutti i jolly, e c’è da dire che sin qui lo hanno salvato le Sprint Race, visto che con esse ha ottenuto 28 dei 53 punti che ha messo in cascina sino ad oggi. La prossima tappa è prevista fra meno di due settimane a Jerez de la Frontera, dove lo scorso anno dominò facendo pole position e vittoria. Adesso non ci sono più scuse.

Una maturazione che è ancora molto lontana

Pecco Bagnaia è senza alcun dubbio uno dei migliori piloti della MotoGP, soprattutto a livello di velocità pura. Il campione del mondo è un fenomeno in qualifica, ma anche in gara, quando è nella giornata giusta, difficilmente si può riuscire a batterlo. Molto del merito è ovviamente di una Ducati stellare, ma c’è da dire che senza il talento, difficilmente si può arrivare a vincere un mondiale.

Il problema del rider torinese è legato ad una tenuta mentale che sembra tradirlo il più delle volte, con delle scivolate che non sono da campione assoluto. Per il secondo week-end consecutivo è arrivato un grave errore, e non è giusto difendere l’indifendibile. Pecco è stato fortunato nel trovarsi al posto giusto al momento giusto, ma qui occorre dire la verità.

Con una moto normale, sarebbe stato impossibile fare quella rimonta sulla scadente Yamaha di Fabio Quartararo lo scorso anno, vista la serie di errori notevole fatta nella prima parte di stagione, a cui l’inizio di 2023 pare aver dato un seguito. Ancora una volta, le prime gare si stanno dimostrando un disastro per Bagnaia, che anche nel 2021 e nel 2018, anno della vittoria del titolo di Moto2, non era stato troppo brillante.

Ducati MotoGP (Ansa Foto)

All’epoca, infatti, vinse 3 delle prime 10 gare, finendo per ben 6 volte giù dal podio, ma riuscendo poi a risalire la china nella seconda parte dell’anno. Da uno come lui ci si attende ben altro rendimento, anche perché ora, sul cupolino della sua Ducati Desmosedici GP23, c’è il numero 1 in bella vista. E da ora in avanti servirà onorarlo nel migliore dei modi, anche perché Enea Bastianini e Marc Marquez stanno per tornare.

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Giovanni Messi
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