Ferrari, la 675 è già un siluro? Gli ultimi dati sono incredibili

La Ferrari 675 verrà svelata il prossimo 14 febbraio, ed attorno a lei ci sono già dati incredibili. Ecco le ultime voci sulla Rossa.

Mancano poco più di tre settimane alla presentazione della Ferrari 2023, che per il momento identifichiamo con il numero di progetto, ovvero 675. Il nome ufficiale della nuova creatura della Gestione Sportiva non è ancora stata resa noto, ma è probabile che questo dubbio venga chiarito già entro i prossimi giorni.

Ferrari F1-75 (LaPresse)
Ferrari F1-75 la sua erede fa già paura (LaPresse)

Charles Leclerc e Carlos Sainz si augurano di avere finalmente tra le loro mani una monoposto che sia all’altezza del loro talento, ma anche costante ed affidabile. Questi due fattori sono quelli che hanno fatto la differenza lo scorso anno, ovviamente in senso negativo ed andando totalmente a favore della Red Bull e di Max Verstappen.

A Maranello c’era la consapevolezza di dover solamente migliorare un progetto molto valido, limandone i lati negativi ed esaltandone i punti di forza. Il passo gara e la gestione delle gomme sono due dei fattori che hanno fatto la differenza in negativo, soprattutto a partire dalla metà della passata stagione.

Tutto ciò potrebbe essere anche frutto dell’inaffidabilità della power unit, che potrebbe aver costretto la Ferrari ad optare per assetti più scarichi, con il pericolo (poi divenuto reale) di compromettere la gestione delle gomme. Stando a quelle che sono le indiscrezioni che sono circolate negli ultimi mesi, pare che tanti problemi siano stati risolti, ma è ovvio che nessuno è a conoscenza di ciò che stanno facendo gli avversari.

Inoltre, lo sviluppo durante la stagione sarà un punto fondamentale nella caccia al mondiale, e su quel fronte avremo risposte soltanto strada facendo nel corso del mondiale. Nelle ultime ore è comunque emersa una voce interessante e sicuramente positiva se dovesse essere confermata poi dai fatti. I miglioramenti rispetto alla vettura precedente sembrano certi, ed ora ci sono anche dei numeri reali su cui basare le nostre analisi. Ecco di quanto è migliorata la 675 rispetto alla vecchia monoposto.

Ferrari, ecco come va la 675 nelle prove al simulatore

Sulla Ferrari del 2023 circolano ottime indiscrezioni già da diversi mesi, ma nelle ultime ore è arrivata una novità che non può non far felici i tifosi. Stando a quanto riportato da “Formu1a.uno“, la nuova Rossa avrebbe fatto registrare un miglioramento di circa un secondo al simulatore rispetto alla F1-75 protagonista della passata stagione.

La notizia è ottima, dal momento che le nuove vetture andranno anche a perdere qualche punto di carico aerodinamico rispetto a quelle dello scorso anno, ed un miglioramento così significativo potrebbe essere un gran bell’indizio in vista dell’inizio della stagione. Tuttavia, come sempre, è bene prendere queste notizie con le pinze, per tutta una serie di motivi.

Per prima cosa occorre ricordarsi ciò che avvenne lo scorso anno, quando in una situazione analoga ci si ritrovò la Mercedes. Il team di Brackley presentò una F1 W13 abbastanza convenzionale ai test di Barcellona, una monoposto bella ed elegante, ma che non stupì gli addetti ai lavori e le altre squadre per l’originalità delle proprie forme. Anche le prestazioni, infatti, non furono così sbalorditive, ma nel paddock spagnolo giravano già voci riguardo ad una versione B di questa macchina.

Poche settimane dopo, in Bahrain, ne arrivò una versione priva delle pance laterali, un concetto “no sidepods” che terrorizzò subito la concorrenza. Le indiscrezioni diffuse in quel periodo parlarono di una vettura che era di un secondo al giro più veloce rispetto al modello originario al simulatore, ma la pista diede poi dei riscontri ben diversi.

Infatti, al simulatore non era possibile prevedere il porpoising, che poi distrusse gli obiettivi di questa monoposto condannando il team di Brackley ad una stagione di sofferenza. La Ferrari potrebbe aver svolto un ottimo lavoro, ma non ci si deve scordare che la concorrenza non avrà di certo dormito in questi mesi.

Così come la Rossa, anche la Red Bull aveva un gran potenziale da tirare fuori dalla sua monoposto, visto che la RB18 aveva ancora parecchio peso extra da eliminare sul modello successivo. La RB19, che vedremo per la prima volta il prossimo 3 di febbraio a New York, sarà la favorita numero 1, nella speranza che qualcuno sia riuscito ad eguagliarne le performance.

A Maranello c’è la consapevolezza di aver fatto tutto bene, con il comparto tecnico che è riuscito ad isolarsi dal cambiamento al vertice tra Mattia Binotto e Frederic Vasseur. Il manager francese avrà tra le mani una vettura cresciuta sotto la gestione di un altro grande capo, augurandosi che l’ultima creatura del management di Binotto sia stata azzeccata sul fronte progettuale.