Sainz detta i compiti alla Ferrari: così batterà la Red Bull

Dopo una stagione 2022 al di sotto delle attese, Sainz cerca di guardare con ottimismo al futurio, ma mette in guardia la Ferrari.

Nel 2020 a Maranello decisero di fare a meno dei servigi di Sebastian Vettel per la stagione successiva, e assicurarsi quelli di Carlos Sainz, per la sua fama. Quale? Quella di pilota regolare capace sempre e comunque di portare a casa punti pesanti. Dopo un periodo in cui il quattro volte iridato non dava più segni di vita, la Ferrari aveva bisogno di una svolta. Di un corridore in grado di fare da spalla a Charles Leclerc, e specialmente assicurare una costanza utile per raggiungere la coppa costruttori, latitante dal 2008.

Carlos Sainz (LaPresse Foto)
Il pilota della Ferrari Carlos Sainz (LaPresse Foto)

Ma se nel 2021 l’iberico si rivelerà effettivamente una pedina vincente, anche più del collega monegasco, lo scorso anno sarà l’opposto. Complice la sfortuna, non riuscirà a raccogliere molto, ma soprattutto sarà protagonista di diversi errori, anche banali.

E’ stato un Mondiale complicato per me e lo si è visto“, ha confidato al sito ufficiale della F1. “Il primo terzo di annata ho faticato con il bilanciamento dell’auto, lo stile di guida e in generale la vettura in sé, che per qualche motivo non mi si addiceva. Poi però ho cominciato a trovare la quadra e un po’ di passo in più. Purtroppo ci sono stati parecchi ritiri e qualche ko per ragioni di affidabilità”, si è lamentato riconscendo alla Mercedes e alla Red Bull una superiorità tecnica e di forma nella seconda fetta di stagione.

Sainz consiglia la Ferrari

Con dei competitor sempre più agguerriti e aggressivi sotto il profilo dello sviluppo e degli aggiornamenti, mantenere il loro ritmo non è stato possibile. “Anche nei giorni buoni, in cui riuscivo ad esprimermi meglio, come è avvenuto in Messico, il massimo che potevo ottenere era un quinto posto“,  ha rifletutto ammettendo di aver imparato molto dalle scoppole prese e dalle delusione.

Sono orgoglio dei progressi che ho fatto all’interno dell’abitacolo, così come nel rapporto con gli ingegneri. Sono certo che riportando in voga il vecchio me, arriveranno di nuovo i risultati“, ha quasi cercato di richiamarsi ad una maggior concretezza.

Il complesso principio della sua seconda annata con la Rossa lo ha evidentemente minato nella fiducia e nella sicurezza. Ed solo dopo la vittoria arrivata a Silverstone, si è verificata un’effettiva risalita. A mancare, a quel punto è stato il pacchetto tecnico. L’ex boss Mattia Binotto avevs infatti nel frattempo chiuso i rubinetti e la F1-75 non è stata in grado di replicare pan per focaccia alle monoposto dirette competitor.

“Sono sicuro che disputando un Mondiale senza sbavature potremo farcela a tornare in vetta. Tutto però dipenderà dalla macchina, che dovrà essere migliorata“, ha considerato, spingendo poi per un impegno maggiore nei primi GP. Quelli in pratica in cui tutti sono ancora freschi, ma che alla fine si rivelano cruciali. “Io stesso dovrò rafforzarmi in questa fase”, ha infine sottolineato, ricordando come correre con il Cavallino debba equivalere a porsi obiettivi molto alti da perseguire e per cui rimboccarsi le maniche con spirito di sacrificio e dedizione.