Ferrari, Binotto salvato dall’ex pilota: arrivano parole clamorose

Il clima in casa Ferrari si è fatto rovente dopo le accuse mosse sull’operato dell’ex team principal Mattia Binotto. E’ arrivata una difesa inaspettata.

Mattia Binotto è stato sotto attacco sin dal 2019, anno del suo insediamento sul muretto della Rossa. Il tecnico nato a Losanna ha combinato una serie di disastri che hanno impattato in modo decisivo sulle prestazioni della squadra. L’accordo segreto con concluso con la FIA nella parte finale del campionato compromise i successivi due anni della Scuderia modenese.

Mattia Binotto Ferrari F1 (Ansa Foto)
Mattia Binotto Ferrari F1 (Ansa Foto)

L’ingegnere di Losanna, specializzato nei motori, volle fortemente il ruolo che era stato di Maurizio Arrivabene. Quest’ultimo non aveva dimostrato di essere un team principal all’altezza di una squadra top, ma aveva comunque lottato nel 2017 e nel 2018 per la corona iridata. Si è creata, parafrasando Binotto, la narrativa di una squadra giovane che avrebbe dovuto imparare negli anni successivi dai proprio errori. La Scuderia, invece, ha continuato a commettere i soliti cronici sbagli che avevano falcidiato le cavalcate dei ferraristi. Nel 2022 si sono ripetuti i medesimi strafalcioni, conditi da scelte gestionali a dir poco paradossali. L’ingegnere di Losanna si è reso responsabile anche di dichiarazioni poco coerenti.

Dopo aver dichiarato, nell’estate del 2021, che avrebbe dovuto essere un obbligo lottare per la conquista del titolo perché, in caso contrario, sarebbe stato un fallimento, nel 2022 il team principal si è smentito. Forse dimenticando i suoi proclami e quelli del Presidente Elkann, Binotto ha tirato i remi in barca, continuando a giustificare la squadra. Se da una parte ha fatto da parafulmine, dall’altro ha commesso l’ennesimo errore manageriale del sua epopea. Tra l’altro la Ferrari, in previsione del cambio regolamentare, aveva scommesso prima di tutti sul nuovo progetto wing car.

La vettura è stata anche competitiva nella prima fase, ma poi è andata incontro a problematiche tecniche enormi. I tanto decantati motori Superfast non si sono rilevati né i migliori sul piano tecnico né sul piano dell’affidabilità. Leclerc e Sainz hanno dovuto cambiare sei motori a testa, con contestuali problemi di penalità in griglia. Il monegasco ha vinto in Bahrain, Australia e Austria, ma dopo il grand chelem a Melbourne credeva di poter battagliare con Max Verstappen sino alla fine. Charles, invece, si è ritrovato a dover subire la rimonta di Sergio Perez e del duo della Mercedes.

Dopo la direttiva 39, la F1-75 ha avuto un sensibile calo di performance. Il #16 continuava ad essere il più veloce sul giro secco, ma il feeling in gara non è stato dei migliori nella seconda parte di 2022. Il monegasco ha accusato spesso un degrado con le mescole preoccupante. Per di più gli aggiornamenti non sono andati nella giusta direzione. Gli sviluppi, da sempre un tallone d’Achille della Scuderia, non hanno dato gli esiti sperati. Gli avversari sono cresciuti in modo esponenziale, una volta risolte le avarie tecniche. La Red Bull Racing ha messo a segno un numero di impressionante di vittorie. Max Verstappen ha conquistato 15 prime posizioni. Nessuno come lui nella storia della categoria regina del Motorsport in una singola stagione. Perez ha fatto suo il GP nel Principato di Monaco e la tappa a Singapore.

Sainz, invece, ha perso il bracci di ferro con il secondo pilota della Red Bull Racing, conquistando un solo Gran Premio. Lo spagnolo ha concluso la stagione al quinto posto, alle spalle anche di George Russell su una delle Mercedes più fallimentari della loro storia. Il secondo posto non avrebbe più accontentato e non renderà felice più nessuno, soprattutto senza una lotta mondiale. L’amministratore delegato, Benedetto Vigna, ha parlato in modo chiaro “il secondo è il primo degli sconfitti”, parafrasando le parole del mitico Enzo Ferrari.

Binotto, il suo errore più grande secondo l’ex F1

Mattia Binotto tra qualche ora lascerà, definitivamente, Maranello, lasciando spazio a Frederic Vasseur. L’ex tecnico dell’Alfa Sauber avrà l’arduo compito di riportare la Scuderia sul primo gradino. Per farlo, probabilmente, dovrà imporre una gerarchia chiara tra i due driver della Rossa e fare scelte importanti anche lato strateghi. La squadra, eccezion fatta per il tecnico francese, dovrebbe rimanere la stessa nel 2023. A cambiare dovrà essere la mentalità e l’approccio, sperando di avere per le mani una vettura da subito in grado di marcare podi e vittorie, come la F1-75.

Ferrari, l’ex tecnico Mercedes assolve la F1-75: parole inequivocabili. Date una occhiata anche a: Ferrari, Leclerc maestro di Sainz? Lo spagnolo confessa tutto. “Sono molto triste che Mattia Binotto se ne sia andato, mi piaceva – ha annunciato l’ex driver Herbert nella sua rubrica su Motorsportmagazine.com – sapeva cosa e come fare le cose. Ma come ho detto la pausa estiva è stata la sua occasione per affrontare i problemi della squadra e ha scelto di non farlo”.

Nella pressione dei momenti più concitati, Herbert ha notato che Binotto ha iniziato ad intraprendere una strada insidiosa. “È arrivato ad un punto in cui sembrava che l’ingegnere e il pilota stessero chiamando la strategia. Alla fine ho sentito che lui e Charles Leclerc non stavano nemmeno parlando”, ha dichiarato l’ex pilota di Formula 1.