Ferrari, la power unit cresce: ecco quali problemi sono stati risolti

La Ferrari vuole tornare al top ed il lavoro sulla power unit non si ferma. Ecco le ultime novità riguardo a ciò che cambierà nel 2023.

Il lavoro in casa Ferrari è intenso in questo finale di 2022. La nuova monoposto, nome di progetto 675, verrà svelata il 14 febbraio presso il tracciato di Imola, dove è previsto anche un filming day per verificare che tutto funzioni correttamente. Nove giorni dopo, infatti, scatterà la tre giorni di test in Bahrain, che precederà l’inizio del campionato datato 5 marzo, sul tracciato di Sakhir.

Ferrari Power Unit (LaPresse)
Ferrari Power Unit duro lavoro a Maranello (LaPresse)

A Maranello c’è un estremo bisogno di tornare a vincere, dopo un 2022 tutto sommato deludente. La partenza era stata eccezionale, con Charles Leclerc in fuga nel mondiale grazie ai trionfi in Bahrain ed in Australia, ma il sogno è durato troppo poco. Max Verstappen e la Red Bull hanno decisamente cambiato passo ad Imola, infilando una serie di vittorie impressionanti che ha chiuso il mondiale già ad inizio estate.

Sono tante le cose da migliorare all’interno della Scuderia modenese, con Frederic Vasseur che si troverà davanti ad una scelta da prendere, relativa alle gerarchie tra i piloti. Carlos Sainz crede fermamente di poter lottare per il titolo mondiale, e la gestione di Mattia Binotto lo ha portato a considerarsi al pari del compagno di squadra, quando, in realtà, la pista ha detto tutt’altro.

Leclerc è l’uomo su cui puntare, anche se lui stesso dovrà progredire su alcuni aspetti. Gli errori fatti ad Imola ed al Paul Ricard sono stati molto gravi, ed è tassativo evitare di perdere punti in questa maniera. Le indiscrezioni parlano di una nuova auto che sta crescendo molto bene, ma la differenza la faranno chiaramente gli sviluppi.

Dal 2009 in avanti, la Ferrari ha sempre fatto una fatica mostruosa dall’estate in avanti, perdendo tassativamente il confronto con Red Bull e Mercedes in termini di upgrade. Andare a migliorare in questo senso risulterà essere fondamentale, perché la concorrenza è in grado di recuperare distacchi pesanti in pochi mesi, come ha dimostrato proprio il team di Brackley in questo 2022.

A Maranello c’erano alcuni guai da risolvere, su una base di vettura che si è comunque dimostrata competitiva. La Rossa è stata l’auto migliore in qualifica, ma ha dovuto correre per oltre metà campionato con una power unit depotenziata dopo le troppe rotture che ci sono state nelle prime gare.

Il consumo delle gomme potrebbe essere andato di pari passo con questo aspetto, visto che la minor potenza costringe ad assetti più scarichi che stressano le coperture. La sensazione è che basti poco per riuscire a raggiungere la Red Bull, ma è anche giusto dire che il team di Milton Keynes non starà di certo a guardare, puntando su una RB19 ancor più forte della sua progenitrice iridata.

Ferrari, ecco come si sta intervenendo sulla power unit

La Ferrari sta duramente lavorando sulla power unit, sulla quale si è intervenuto per cercare di risolvere i guai di affidabilità e tornare a sfruttare tutta la potenza prevista. Stando a quanto riportato da “Motorsport.com“, i cavalli recuperati saranno 15 e non 30, ed è questo il numero esatto di cavalli a cui si è dovuto rinunciare nella seconda parte di stagione.

Dare un numero preciso, tuttavia, è praticamente impossibile, e tutte quelle che vi riportiamo sono stime legate ad indiscrezioni degli insider. Per cercare di limare le problematiche, si è lavorato molto sulle candele, con la pre-camera che ora include l’iniettore del carburante, sulla quale si può intervenire da regolamento, non facendo parte delle zone congelate sino alla fine del 2025.

In Ferrari c’è ottimismo riguardo agli interventi effettuati, ma è chiaro che le risposte definitive le darà soltanto la pista. La Honda, dopo le difficoltà dei primi anni con la McLaren, ha fatto uno step incredibile nell’ultimo biennio con la Red Bull, e l’ultima evoluzione della parte ibrida vista in Belgio non può non spaventare la concorrenza.

Il tema ricorrente della nuova stagione sarà quello legato alle velocità di punta, ed in questo senso farà la differenza sia la power unit che l’efficienza aerodinamica. La RB18 aveva ottenuto un vantaggio incredibile, specialmente con DRS aperto, risultando troppo avvantaggiata nei duelli corpo a corpo. A Maranello si sta intervenendo sulla zona posteriore della nuova vettura per recuperare il gap, contando anche sui cavalli in più che si avranno grazie all’unità propulsiva.

Avere una buona efficienza ed un motore potente consente di puntare su assetti aerodinamici più carichi, guadagnandone in termini di gestione delle gomme. Le risposte alle nostre domande le avremo soltanto a partire da marzo, confidando in una stagione più tirata di quella che si è conclusa un mese fa.