Red Bull la butta sul tragico per il 2023: gli avversari sperano?

Mentre tutti minimizzano, in Red Bull le sanzioni per la violazione del budget cap sono prese seriamente. L’ingegnere è in allarme.

Buona parte dello schieramento di F1, all’annuncio da parte della FIA della punizione inflitta alla Red Bull per aver superato di 2,2 milioni di dollari il tetto di spesa del 2021 fissato a 145, si è messo a ridere. 7 milioni di verdoni di multa, più una riduzione del 10% del tempo a disposizione in galleria del vento, sono parsi una carezza se comparati con il beneficio che il team energetico può aver tratto dall’utilizzo di maggiori risorse.

Red Bull (Ansa Foto)
Max Verstappen su Red Bull (Ansa Foto)

Eppure a Milton Keynes l’ansia è salita ai massimi livelli, a causa della convinzione che entrambe le penalizzazioni si faranno sentire in maniera forte. Specialmente quella riguardante la componente tecnica, che andrà a inficiare e disturbare il lavoro sull’aerodinamica della monoposto 2023.

Red Bull spaventata, svelato il motivo

Parlando in esclusiva a RacingNews365, il direttore tecnico della compagine austriaca Pierre Wache, ha confessato di essere rimasto ferito dai commenti dei rivali a proposito della scarsa rilevanza della penalità.

A suo avviso, inoltre, il regolamento in vigore sarebbe già di per sé un handicap, in quanto chi vince, per l’anno successivo ha un monte ore da dedicare alla wind-tunnel nettamente più basso rispetto alla concorrenza. Per capirci, se l’equipe campione potrà trascorrerci 202 ore, alla Williams, ultima classificata ne toccheranno 368. Una bella differenza.

La Federazione ha introdotto questa norma e le squadre hanno accettato“, si è lamentato, sostenendo che un 5% di stacco tra primo arrivato e secondo sia eccessivo.

Per noi si tratterà del 7%, ciò significa almeno un paio di posizioni in meno. Una diminuzione del genere è davvero notevole“, ha proseguito nello sfogo.

Neppure un campionissimo può salvare Red Bull

Per rendere meglio l’idea della botta che riceverà l’equipe nei prossimi mesi, l’ingegnere ha scomodato un big del pallone. A suo avviso nulla potrà compensare la perdita che si andrà a creare. Neppure avere tra le fila dei pesi massimi.

E’ come in un club di calcio quando ci si trova 10 contro 11. Anche se hai Messi, diventa difficile vincere la partita“,  il suo ragionamento. “Per quanto ci riguarda abbiamo un ottimo reparto aerodinamico. Un progettista come Adrian Newey. Ma anche gli altri possono vantare uno staff di alto livello“.

Il dt ha fatto notare che avere un fuoriclasse non è sinonimo di successo scontato. Il Circus è uno sport in cui è il gruppo a dover funzionare. Un po’ come un puzzle. Se manca un pezzo, non può considerarsi completo.  “Una vettura è costruita dal collettivo e non da una singola persona. Ovviamente ci si può impegnare di più. Ma non è che i competitor stiano fermi“, ha stressato il concetto per far capire quanto la sanzione andrà ad influire sul prossimo Mondiale.

Frustrazione a parte, per il francese la penalità è finora servita da sprone. “Per quanto possiamo essere irritati dalla decisione, la motivazione è molto alta“, ha avvisato gli avversari.

Ore a disposizione in galleria del vento

1 202 Red Bull
2 240 Ferrari
3 256 Mercedes
4 272 Alpine
5 288 McLaren
6 304 Afa Romeo
7 320 Aston Martin
8 336 Haas
9 352 AlphaTauri
10 368 Williams