Pedrosa, frecciata a Valentino Rossi: ecco cosa faceva per vincere

Dani Pedrosa punge Valentino Rossi per la mentalità che avrebbe spesso adottato nelle gare in MotoGP quando erano avversari.

È un tre volte campione del mondo e merita massimo rispetto per la carriera che ha fatto, ma sicuramente Dani Pedrosa avrebbe voluto vincere anche il titolo MotoGP. Nonostante i tanti anni trascorsi nel team ufficiale Repsol Honda, non è riuscito a conquistare la corona iridata più importante.

Valentino Rossi e Dani Pedrosa (ANSA)
Valentino Rossi e Dani Pedrosa (ANSA)

Nella top class ha messo insieme 31 vittorie in gara e per dieci anni ha chiuso il campionato nella top 4. Non si può certamente dire che la sua esperienza nella categoria sia stata fallimentare. E bisogna considerare pure che alcuni problemi fisici lo hanno ostacolato a volte.

Senza dimenticare che è capitato in mezzo a campioni come Valentino Rossi, Casey Stoner, Jorge Lorenzo e Marc Marquez. Tutti rivali di altissimo livello e difficili da sconfiggere. Gli è mancato qualcosa per prendersi il titolo MotoGP, però la sua rimane una buonissima carriera. E comunque è rimasto a contatto con il campionato nella veste di collaudatore KTM.

Nel 2021 lo abbiamo rivisto in gara come wild card nel Gran Premio di Stiria, non è escluso che lo rivedremo nel 2023. Gli piacerebbe riprendere parte a un weekend, perché gli interessa vivere concretamente il nuovo format con la sprint race del sabato.

MotoGP, Dani Pedrosa punge Valentino Rossi

Pedrosa è stato protagonista della docu-serie di DAZN intitolata Cuatro Tiempos assieme a Jorge Lorenzo, Alex Criville e Jorge Martinez. Ha parlato della sua carriera e tra le cose dette c’è anche una frecciatina all’approccio utilizzato da Valentino Rossi in alcune gare: “La strategia che usava Valentino non era quella di essere il più veloce, che invece era la mia mentalità. La sua era ‘Vado e se riesco a rallentarlo, lo rallento’. Ti bloccava fino a quando non ti innervosivi e commettevi degli errori. Lo ha fatto con Stoner e molto spesso con me. Mi è servito del tempo per cambiare strategia“.

L’attuale tester KTM dipinge un Rossi molto stratega, più attento a rallentare i rivali che a batterli con la velocità pura. Parole che fanno sicuramente rumore e che potrebbero anche essere oggetto di una replica da parte del nove volte campione del mondo.

Sicuramente ci sono delle gare nelle quali, essendo meno veloce degli avversari, un pilota può pensare di giocare di strategia. Non c’è nulla di male, basta rimanere all’interno del regolamento e non commettere scorrettezze. Però è difficile vincere solo attuando questo metodo. Il talento e la velocità vengono sempre fuori, quando ci sono. Valentino non ha vinto così tanto solo perché più “furbo” degli altri.