Leclerc omaggia il “mentore” Vettel: ecco com’è andata veramente

Quando passò in Ferrari nel 2019, il suo compagno di squadra era Vettel. Leclerc racconta la stagione vissuta con il tedesco giunto all’ultimo GP.

Sebastian Vettel è arrivato ormai al canto del cigno. Sembra quasi impossibile alla luce delle carriere lunghissime dei grossi nomi dell’automobilismo moderno. Eppure, dopo 14 campionati e a 35 anni di età, il tedesco lascerà la compagnia per dedicarsi ad altro. Famiglia, ecologia e ambiente in primis.

Charles Leclerc (Ansa Foto)
Charles Leclerc (Ansa Foto)

53 GP vinti e quattro titoli iridati in tasca, ha deciso di dire basta, consapevole di non avere ancora molto da dare, avendo tra le mani un’auto poco competitiva.

Così, a poche ore dall’inizio del round di Abu Dhabi, solito finale del Mondiale, in tanti hanno voluto rendergli tributo. Tra questi un membro della Ferrari.

Leclerc e la dichiarazione d’amore per Vettel

Stiamo parlando di Charles Leclerc. Lui, il portacolori dell’Aston Martin lo ha incrociato e vissuto nel 2019 quando, dopo un breve apprendistato nella piccola Alfa Romeo Sauber, venne gettato nella fossa dei leoni.

Fortemente voluto dal compianto presidente del Cavallino Sergio Marchionne, il monegasco ha potuto bruciare la tappe, arrivando a Maranello con tanta fame di successo, ma poca esperienza. Due caratteristiche combinate, che tutt’ora non lo stanno aiutando. In quanto spesso lo portano a cadere in errore.

In ogni caso, quell’annata passata fianco a fianco con l’asso di Heppenheim è stata formativa. Anche se dubitiamo che il piacere sia stato lo stesso per l’erede di Schumacher.

Ricordiamo tutti infatti Monza 2018. Allora il boss di quell’epoca Maurizio Arrivabene, annunciò la sostituzione di Kimi Raikkonen, con il figlio del Principato, e da allora il #5 è andato in tilt. Sbagli e prestazioni incolori sono stati il suo pane quotidiano. Forse, potremmo dire a posteriori, l’inizio della fine.

Con quell’ingaggio Seb, aveva evidentemente capito che per lui non ci sarebbe stato più spazio. Che il giovane, motivato e spinto dalla politica e da un manager ingombrante come Nicolas Todt, avrebbe preso il sopravvento. Ed infatti così fu.

In ogni caso, senza soffermarci su certi giochi, riportiamo le parole calorose del “Predestinato” verso il collega.

Ci sono molti momenti della nostra convivenza che ricordo. Alcuni in pista, altri in fabbrica“, riporta Racingnews365.com. “Al principio ero molto timido e non sapevo cosa dirgli. Adesso invece, posso definirlo un amico. Ci sentiamo regolarmente e quando qualcosa va storto, lui cerca sempre di tirarmi su“, ha evidenziato l’evoluzione di un rapporto partito come esclusivamente lavorativo.

Penso che tutti sentiremo la sua mancanza, perché è una brava persona. Molto genuina“, ha proseguito nell’elogio.

Per quanto concerne gli aspetti più tecnici, il vincitore di tre gran premi in questo 2022, ha rimarcato la meticolosità dell’ex Red Bull. E la quantità di cose da lui apprese nei mesi trascorsi assieme. “Sicuramente è uno dei più stakanovisti del paddock della F1“, ha sostenuto. “Se io arrivavo al box al mattino presto. Lui era già lì da un’ora e mezza“.

Un’attenzione al dettaglio e al lavoro che ha cercato di apprendere e fare suo. “Ho seguito il suo esempio. Ho anticipato l’ingresso e posticipato l’uscita dal circuito. Inoltre mi ha dato una mano a comprendere l’importanza dei particolari. Quelli a cui prima non prestavo attenzione. Mi ha aiutato molto“, ha concluso con grande riconoscenza.

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