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Formula 1

Ferrari, Austin è decisiva: ecco cosa può emergere da questa gara

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Giovanni Messi

La Ferrari arriva ad Austin nella speranza di poter sfidare la Red Bull. La Rossa darà tutto su una pista tecnica e complessa.

In casa Ferrari è tutto pronto per il Gran Premio degli Stati Uniti, che si correrà alle 21 di domenica ora italiana. La pista di Austin compie dieci annni di attività, visto che la prima edizione di questa gara venne corsa nel 2012. Il Cavallino non ha avuto troppe gioie tra le dune del Texas, considerando che l’unica vittoria è arrivata nel 2018 con una prova eccezionale di Kimi Raikkonen.

Ferrari F1-75 (ANSA)

Per il resto, ben cinque vittorie sono andate alla Mercedes, due alla Red Bull ed una alla McLaren, ma sono state soprattutto le prime due a togliersi le più grandi soddisfazioni qui negli Stati Uniti. C’è da dire che Austin non è più una tappa unica per la F1 oltreoceano, dal momento che a maggio si è già corso a Miami dove ha vinto Max Verstappen, ed il prossimo anno ci sarà anche una tappa a Las Vegas.

Dunque, il Circus sta crescendo tantissimo negli “States”, mercato molto importante per le squadre che sono attive anche nel mercato automotive. Questo è ovviamente un discorso valido per la Ferrari, che ha disperatamente bisogno di tornare alla vittoria, risultato che manca da tre mesi e mezzo.

Luglio era iniziato alla grande, con Carlos Sainz che ottenne la prima pole position poi trasformata in vittoria a Silverstone e Charles Leclerc che si impose, una settimana più tardi, anche in Austria, a casa della Red Bull. La superiorità del Cavallino a Spielberg sembrava poter dare il via alla rimonta, ma in realtà si trattava soltanto dell’ultima illusione.

Due settimane più tardi infatti, Leclerc ha ottenuto l’ennesima pole in Francia, per poi schiantarsi in tutta solitudine quando era al comando della gara. Una stagione davvero disgraziata quella del Cavallino, che non può certo essere salvata dalle quattro vittorie di tappa, considerando che la Red Bull ha vinto per 16 volte.

Il digiuno dal gradino più alto del podio ha superato i 100 giorni, un’assenza davvero pesante e che fa molto riflettere sui problemi della Scuderia modenese in termini di sviluppo e di gestione delle gare. Gli errori di strategia sono state una costante in questo 2022, ed il prossimo anno non saranno più tollerati.

Ferrari, Austin banco di prova fondamentale per la Rossa

La Ferrari arriva su una delle piste più difficili, belle e tecniche del mondiale, quella di Austin, per cercare di capire il proprio livello di competitività. A Suzuka era arrivato un fondo rivisto, che in qualifica aveva permesso a Charles Leclerc e Carlos Sainz di sfiorare la pole position, ritrovandosi battuti soltanto dalla Red Bull di Max Verstappen.

C’è da dire che quella giapponese era una pista chiaramente a favore della RB18, e quindi il risultato delle prove ufficiali era stato più che positivo. Tuttavia, la gara corsa con le gomme Intermedie aveva dato riscontri pessimi, considerando che l’olandese aveva rifilato quasi mezzo minuto al rivale ferrarista in una corsa durata circa 40 minuti.

In quel di Austin si dovrà capire se quel gap è stato scaturito da un assetto sbagliato o se la gestione delle gomme è un problema che è ancora ben lungi dall’essere risolto. Il tracciato texano è davvero contraddistino da tutto ciò che si può trovare in una pista, ovvero lunghi rettilinei, curve veloci e tratti molto tortuosi.

Dando un’occhiata al primo settore, si può dire che tra la Ferrari e la Red Bull ci aspettiamo un sostanziale equilibrio in qualifica, ma che le cose potrebbero cambiare in gara. La sezione dello “Snake” simile alle Becketts di Silverstone tende a surriscaldare molto le gomme, e tutto ciò potrebbe risultare un gran vantaggio per la RB18.

La monoposto di Adrian Newey è la migliore a mandare in temperatura le mescole, ma nonostante questo le riesce a far durare a lungo e senza perdere prestazione, al contrario delle Rosse. Tornando all’analisi della pista, c’è da dire che il secondo parziale appare nettamente favorevole alla Red Bull, considerando la presenza di un rettilineo lungo oltre un chilometro, dove si attiva il DRS per quasi la completa durata del dritto.

Qui ci saranno grosse possibilità di sorpasso, e con la grande potenza dell’ala mobile della Red Bull sarà difficile pensare di tenere dietro Verstappen e Sergio Perez. Il terzo parziale, almeno sul giro secco, sorride alla Rossa, che nei tratti lenti è sempre stata la migliore, anche se la RB18 alleggerita nel corso dell’anno ha limato il gap rispetto ad inizio stagione. La battaglia sarà molto serrata, nella speranza che gli anglo-austriaci non siano dominanti come nelle ultime gare.

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Giovanni Messi
Tags: Primo Piano

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