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Formula 1

Hamilton, dato statistico pessimo: non gli era mai successo prima

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Giovanni Messi

Lewis Hamilton ha chiuso al quinto posto a Monza dopo una grande rimonta. La sua stagione negativa è confermata da un dato insolito.

Il Gran Premio d’Italia disputato a Monza ha emesso una sentenza che non aveva bisogno di troppe conferme: Max Verstappen è il padrone assoluto di questa F1, e la Red Bull è la macchina migliore, che esalta alla perfezione le caratteristiche del suo pilota. Un discorso del genere lo facevamo in passato per Lewis Hamilton e la sua Mercedes, ridotti ormai al ruolo di comprimari.

Per Sir Lewis è stata una stagione snervante, non poteva essercene una peggiore dopo la beffa di Abu Dhabi dello scorso anno che gli ha tolto la gioia dell’ottavo titolo mondiale, con il quale avrebbe scavalcato Michael Schumacher. Il nativo di Stevenage ha iniziato con delle prestazioni ben al di sotto delle aspettative, ma dal Canada in poi ha cominciato a terminare le gare davanti a George Russell con una certa regolarità.

Dopo un’estate molto positiva, Hamilton era riuscito quasi a chiudere il gap dal compagno di squadra, ma dal Belgio in poi la forbice è tornata a riaprirsi. A Spa-Francorchamps, il sette volte campione del mondo ha commesso un grave errore al primo giro, rovinando sull’Alpine di Fernando Alonso e ritrovandosi costretto al ritiro, con conseguenze che poi si sono riversate anche sul Gran Premio d’Italia.

A Zandvoort, Lewis era stato protagonista di una grandissima corsa, ma la strategia sbagliata della Mercedes lo ha portato a concludere fuori dal podio, con Russell splendido secondo. A Monza, il pluri-iridato è stato costretto a deliberare la quarta power unit ed a scattare dal fondo, visto che la terza era risultata irrimediabilmente danneggiata proprio nel contatto con Alonso di qualche settimana fa.

In gara, Lewis ha dato fondo a tutto il proprio talento per rimontare, sino a chiudere in quinta posizione, ma con un distacco che in classifica è nettamente aumentato dal suo compagno di squadra, il quale ha chiuso terzo. L’ex Williams è terzo nel mondiale con 203 punti, mentre il ben più titolato team-mate ne ha 168, ovvero un gap di 35 lunghezze.

Hamilton, fuori dalla lotta mondiale con 6 GP di anticipo

Con la vittoria di Max Verstappen a Monza ed il quinto posto di Lewis Hamilton, si è scritta una piccola pagina di storia. Con 6 gare al termine del mondiale, il sette volte iridato è già matematicamente escluso dalla battaglia. Il britannico accusa un distacco di 167 lunghezze dall’olandese, ma in palio ci sono ancora “solo” 164 punti.

150 vengono dalle possibili vittorie, 8 dalla Sprint Race del Brasile ed altri 6 dai giri più veloci, per il quale viene assegnato un punto per ogni gara. Dal 2014 in avanti, l’alfiere della Mercedes ha vinto sei titoli mondiali su otto, perdendolo, nel 2016 e nel 2021, all’ultima gara contro Nico Rosberg prima e Verstappen poi.

Ciò significa che, nel corso dell’era ibrida, Hamilton era sempre stato in lotta per il titolo sino alla fine, portandolo a casa quasi tutte le volte. Neanche nelle sue peggiori stagioni, come il 2009 o il 2011, Sir Lewis era uscito così presto dalla contesa iridata. Sicuramente si tratta di un colpo morale non da poco, anche se il nativo di Stevenage ha tutta la maturità per capire che in questo 2022 era impossibile pensare anche lontanamente di sfidare il figlio di Jos e la sua strabiliante Red Bull.

Un dato del genere fa comunque riflettere su un cambio della guardia che è ormai avvenuto. Abu Dhabi dello scorso anno, seppur con tutte le polemiche del caso, è stato il passaggio di consegne, tra il campione del mondo di ieri e quello di oggi, con una F1 che sta cambiando anche nei suoi comprimari.

Dopo il ritiro di Kimi Raikkonen dello scorso anno, a fine stagione dirà addio anche Sebastian Vettel, e dei volti storici resteranno in gara soltanto Lewis e Fernando Alonso, il quale ha appena firmato il suo passaggio dall’Alpine all’Aston Martin. La nuova era è già iniziata.

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Giovanni Messi
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