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Formula 1

Ferrari, segnali di resa definitiva: ora c’è da salvare la faccia

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Oscar Slaifer

In Olanda per la Ferrari un altro weekend da dimenticare. E con la Red Bull che scappa, ora c’è davvero paura a guardarsi alle spalle.

Ancora una delusione forte per la Ferrari. Il GP d’Olanda ha regalato davvero poche emozioni per la Rossa, che per l’ennesima volta si è dovuta inchinare allo strapotere Red Bull e in particolare di un Max Verstappen formato alieno, che oltre alla bravura ha sfoggiato una “fortuna” che solo i campioni in alcune circostanze sanno conquistarsi. Come sta accadendo dall’Ungheria, la concorrenza sembra aver compiuto uno scatto in più in avanti mentre la F1-75 è rimasta al palo in maniera decisamente pericolosa. Ma una cosa ormai è certa: il Mondiale è andato definitivamente e a Maranello ora devono solo pensare a salvare la faccia.

La Ferrari di Leclerc (ANSA)

I numeri purtroppo parlano chiaro: Verstappen con 109 punti di vantaggio su Charles Leclerc (e pensare che il titolo sembrava essere una sfida al millesimo tra i due almeno nei primi 10 GP. In campionato costruttori poi il distacco tra Ferrari e Red Bull è ancora più ampio (376 contro 511). Insomma a vedere così sembra proprio che non ci sia stata storia in questo 2022, nonostante i proclami. Invece la Rossa ha tanto da recriminare, perché gran parte di quello svantaggio è solo ed esclusivamente colpa sua.

Ferrari, un calo che inizia a preoccupare

Quello che è emerso in queste ultime settimane è una difficoltà da parte degli uomini di Maranello a capire come mai la F1-75 non riesca a mettere in temperatura le gomme o quantomeno a sfruttarle a dovere. Come in Ungheria, in Olanda infatti la Ferrari in pratica non è riuscita ad esaltarsi con nessun tipo di mescola, mostrandosi decisamente meno competitiva sia di Red Bull che anche di Mercedes.

Lo stesso team principal Mattia Binotto ha confermato che qualcosa non sta andando in termini di performance e non è dato sapere se le nuove direttive anti-porpoising che intervengono anche sul fondo della vettura abbiano davvero messo in crisi la Rossa. Sta di fatto però che la Ferrari dopo un tira e molla continuo con la Red Bull, dove ha mostrato sempre grande competitività cedendo però sul fattore affidabilità, adesso ha proprio mostrato un gap ampio, almeno in gara. Un qualcosa che fino a qualche tempo fa non era neanche immaginabile.

Il problema ora è che arriva Monza, la gara di casa, con un sold out da mesi che significa grande attesa dei tifosi della Ferrari per questo appuntamento. Ma la Rossa ci arriva davvero in affanno. E con il Mondiale già andato, il rischio è che ora si molli completamente la presa, ma non è possibile. Infatti c’è da salvare decisamente la faccia in questo finale di stagione, perché i numeri dicono che la Mercedes, seppur con un’auto “disastrosa” da inizio stagione, con la politica dei piccoli passi (e qualche aiuto extra), è riuscita ad avvicinarsi veramente alle due rivali. E con le occasioni comunque sfruttare nella prima parte di quest’anno, ora è lì a insidiare a pochi punti la seconda posizione nella classifica costruttori proprio la Ferrari.

Sarebbe davvero una beffa vedere la F1-75, la macchina migliore, da copiare per molti, finire dietro in classifica anche alla “peggiore” delle Mercedes degli ultimi anni. Uno smacco che alimenterebbe quell’ironia ormai virale e internazionale che da mesi sui social e non solo inonda in maniera negativa la Ferrari. Già così la situazione va decisamente cambiata a fine stagione, ma dovesse arrivare anche il sorpasso della casa anglo-tedesca ecco che a fine anno non si potrà soltanto mettere mano un po’ al gruppo dirigenziale, ma cominciare a dare vita a un’altra rivoluzione a Maranello. E sarebbero parecchie le teste che dovrebbero saltare. Insomma è arrivato il momento della verità: se la Ferrari vuole davvero crescere e fare il salto di qualità, deve farlo ora.

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Oscar Slaifer

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