Quanto costa la Ducati MotoGP? Rimarrete a bocca aperta

La Ducati Desmosedici si sta confermando nel 2022 la moto migliore del lotto. La GP22 è un concentrato di tecnologia estrema e arriva ad una cifra da capogiro.

La prossima volta che vi ritroverete ad osservare una caduta di un ducatista, vi ricorderete di questo articolo. La Ducati Desmosedici GP22 è tra i bolidi più desiderati dai centauri della MotoGP. Enea Bastianini, già vincitore di tre Gran Premi in sella alla Desmo dello scorso anno, sogna di poter arrivare nella squadra corse ufficiali per poter saltare in sella ad una Rossa ufficiale di Borgo Panigale.

Ducati Desmosedici GP22 (ANSA)
Ducati Desmosedici GP22 (ANSA)

Negli ultimi due anni le Ducati hanno scritto pagine indelebili in top class, aggiudicandosi vittorie a raffica e i titoli nel campionato costruttori. Nel 2020 ci ha pensato il tandem italiano, composto da Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci, a conquistare il successo, mentre lo scorso anno i vertici hanno premiato l’ex coppia del team Pramac, Pecco Bagnaia e Jack Miller. I due alfieri attuali della Rossa si sono confermati sul tetto del mondo, precedendo la Yamaha nella graduatoria costruttori. La Ducati 2022 è di una bellezza da togliere il fiato, essendo stata perfezionata rispetto al modello precedente. Un applauso, in particolare, va fatto al geniale ingegnere Gigi Dall’Igna che ha svolto un ruolo determinante nello sviluppo del mezzo.

Il bolide di Borgo Panigale aveva dimostrato di essere la moto da battere, avendo con conquistato con Pecco un filotto di successi impressionanti. Il torinese si è aggiudicato nel 2021 quattro delle ultime sei gare, sfiorando il successo anche nella seconda tappa di Misano. Le performance di tutti i piloti della MotoGP in sella ad una Desmosedici sono state strepitose. L’unico pilota che non è andato a podio, nella scorsa annata, è stato Luca Marini, al debutto in top class. L’obiettivo in questa annata era migliorare alcuni elementi della vettura per risultare performanti sui pochi tracciati dove la Ducati ha fatto fatica nel 2021.

Gli ingegneri Ducati possono fare affidamento su un motore strepitoso. Su alcune piste nessuna moto è stata capace di tenere testa alla Desmosedici. Quest’ultima ha dimostrato di essere un bolide difficile da battere in accelerazione, soprattutto se spinta con maestria da Bagnaia. Il rider australiano, Jack Miller, ha deluso le aspettative lo scorso anno e andrà in KTM nel 2023, ma Pecco continuerà ad inseguire il suo sogno mondiale in sella alla Rossa. Ancora una volta spetterà a Bagnaia dare del filo da torcere al campione del mondo della Yamaha, Fabio Quartararo.

Le caratteristiche della Ducati Desmosedici

Il team campione del mondo in carica ha lavorato duramente sull’aerodinamica della GP22 per renderla ancora più performante e comoda per i suoi rider. Ali più piccole e cupolino più rastremato la rendono molto cattiva. Il nuovo abbassatore dinamico della Ducati ha subito catalizzato l’interesse degli altri team che hanno già storto il naso per la soluzione e hanno chiesto e ottenuto l’abolizione per l’anno prossimo. Il sistema consente di abbassare la moto non solo in partenza, ma anche durante la corsa. Non è la prima volta che gli ingegneri della Ducati hanno inventato soluzioni tecniche innovative, come accaduto con il cucchiaio e con le ali.

Non solo, nel 2022, si sono presentati anche nuovi scarichi, un nuovo forcellone, un nuovo codone più massiccio, aggiornamenti al telaio, lo straordinario dispositivo holeshot anteriore e, per l’appunto, il dispositivo ride-height per l’anteriore. La soluzione presenta due farfalline, una per attivare il dispositivo holeshot posteriore e un altro per attivare quello anteriore. Ogni miglioria ha costi di progettazione elevatissimi, come può risultare visibile dal lavoro fatto tra il vecchio scarico e quello nuovo che è molto più lungo. La punta, però, è un po’ più corta e con un diametro leggermente più abbondante rispetto al modello precedente.

Nonostante le tante novità portate in pista nel 2022 non sono mancati gli imprevisti. Enea, sulla GP21, e Pecco hanno vinto diverse gare, ma la GP22 non ha mantenuto quel vantaggio motoristico sul dritto che faceva la differenza sino allo scorso campionato. La casa di Borgo Panigale ha investito tantissimo sullo sviluppo dell’abbassatore anteriore, elemento che avrebbe dovuto garantire uno step evolutivo importante, ma non si è rivelato determinante.

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La Ducati Desmosedici è, comunque, il punto di riferimento in MotoGP, con il suo motore 4 tempi, V4 a 90°, raffreddato a liquido, distribuzione desmodromica con doppio albero a camme in testa e 4 valvole per cilindro. La velocità di punta è di 360 km/h. L’impianto frenante Brembo, con doppio disco anteriore in carbonio da 340mm con pinze a quattro pistoncini, è il top. Peso a secco della moto: 157kg. Una tecnologia e una elettronica avanzatissima che vale veramente una cifra blu. Il costo di una Desmosedici, esattamente come quello delle altre moto della classe regina, arriva a 3 milioni di euro.