Mercedes, adesso può sorridere: sentite quale è il loro obiettivo

La Mercedes sta lentamente ritornando a dei livelli di competitività accettabili, e Budapest lo ha confermato. Il Belgio è la prova del nove.

Dopo tredici gare, la Mercedes è ancora a secco di successi. Probabilmente, solo un pazzo avrebbe potuto prevedere un qualcosa del genere, considerando che il team di Brackley viene da otto vittorie consecutive nel mondiale costruttori, risultando ancora imbattuto nel corso dell’era ibrida iniziata nell’ormai lontano 2014.

Mercedes F1 W13 (LaPresse)
Mercedes F1 W13 (LaPresse)

Nel marzo scorso, gli uomini di Toto Wolff si presentarono al via dei test in Bahrain con una monoposto completamente diversa rispetto a quella vista nelle prove invernali di Barcellona, dominata dal concetto “no sidepod”, vale a dire su delle pance laterali molto strette, che permettono una minor resistenza all’avanzamento ed un andamento dei flussi migliore.

Tuttavia, nella nuova era della F1 con il ritorno delle monoposto ad effetto suolo, la parte che fa maggiormente la differenza è il fondo, che genera il 50% del carico aerodinamico. La dimostrazione più chiara del fatto che avere delle pance troppo strette non è più determinante come in passato arriva dalla Ferrari, che sin dalla presentazione ha stupito tutti per le forme generose dei suoi sidepod.

La Mercedes, sin dai primi chilometri percorsi, si è ritrovata a dover affrontare una miriade di difficoltà, principalmente legate al fenomeno del porpoising. Questa solta di stallo aerodinamico provoca dei saltellamenti in rettilineo, che per la maggior parte delle gare sin qui disputate hanno colpito quasi tutte le squadre, eccezion fatta per la Red Bull e la sorprendente Alfa Romeo Racing, le quali hanno risolto sin da subito questa problematica.

Il team di Brackley ha patito tantissimo, rimediando anche delle sonore umiliazioni, come l’eliminazione in Q2 di entrambe le macchine avvenuta ad Imola. La situazione è iniziata a migliorare da Baku in poi, e negli ultimi due mesi le frecce d’argento non sono mai più scese dal podio.

A Silverstone, Lewis Hamilton è rimasto a lungo in lotta per la vittoria, chiudendo poi terzo dopo la Safety Car. In Austria, il distacco da Red Bull e Ferrari era tornato enorme, ma va detto che sulla pista di Silverstone, le frecce d’argento non si sono mai esaltate, neanche nel passato in cui dominavano la scena.

La conferma della crescita è infatti arrivata in Francia ed in Ungheria, dove il sette volte iridato e George Russell hanno concluso al secondo ed al terzo posto, arrivando a soli 30 punti di ritardo dalla Ferrari. Le monoposto anglo-tedesche fanno, solitamente, ancora molta fatica in qualifica, ma l’ex Williams è riuscito ad inventarsi un giro capolavoro a Budapest piazzando la prima pole position della carriera, anche grazie ad un assetto azzeccato ed a temperature basse che hanno esaltato questa vettura.

Quello che tutti si chiedono è se la resurrezione del team di Brackley è veritiera, o se è stata frutto di circostanze particolari. Che sia chiaro, senza le nefandezze strategiche ed i problemi di affidabilità della Ferrari, Hamilton e Russell sarebbero difficilmente saliti sul podio in queste gare, ma è pur vero che la bravura della squadra gestita da Wolff sta nel saper sempre massimizzare il potenziale della vettura, senza mai sprecare le occasioni.

Mercedes, adesso è caccia alla prima vittoria

Dal 2012 in avanti, la Mercedes ha sempre vinto almeno una gara per stagione. Lewis Hamilton non era mai stato così a lungo lontano dalla vittoria, neanche in quel 2013 in cui si impose soltanto in Ungheria. Il sette volte campione del mondo è l’unico che ha sempre vinto almeno una gara all’anno, striscia positiva che prosegue dall’ormai lontano 2007, quando debuttò sfiorando il mondiale in McLaren.

Dopo tredici gare disputate, restano nove tentativi al team di Brackley ed a Sir Lewis per proseguire la loro striscia positiva, ma c’è la consapevolezza che per battere Red Bull e Ferrari dovrà accadere qualcosa di particolare. Una bella mano potrebbe arrivare dalla direttiva tecnica, la TD39, che arriverà al Gran Premio del Belgio, previsto a Spa-Francorchamps per il prossimo 28 agosto.

Le nuove regole, volte a controllare il porpoising e, soprattutto, la flessione dei fondi, non hanno accolto il benestare di Red Bull e Ferrari, che sono coloro che maggiormente sfruttano questa parte della vettura. La Mercedes è indietro sotto questo punto di vista, ed è chiaro che la direttiva rappresenta una gran bella vittoria politica per Toto Wolff, l’ennesima nella sua brillante carriera manageriale.

Secondo il team principal della casa della Stella a tre punte, le rivali potrebbero perdere almeno un paio di decimi di prestazione, anche se Christian Horner e Mattia Binotto appaiono tranquilli, seppur contrariati dalla modifica del regolamento avvenuta a campionato in corso.

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In questi giorni, si è molto discusso anche delle regole 2023, e sembra si sia trovato un accordo su quello che dovrà essere cambiato. Per evitare problemi, le monoposto verranno alzate di 15 mm, mentre Wolff e soci avevano inizialmente richiesto un rialzamento di 25 mm. Tuttavia, il manager austriaco riesce sempre a farsi valere, e se Hamilton e George Russell saranno in lotta per la vittoria in Belgio, sapranno senza dubbio chi ringraziare.