Sainz ha disobbedito alla Ferrari? Emerge una verità inquietante

Il pilota spagnolo, Carlos Sainz, ha vinto la sua prima gara in F1. Un successo che ha lasciato tanti strascichi e che continua a far discutere.

Carlos Sainz ha, finalmente, sfatato il tabù, ottenendo nello stesso weekend la sua prima pole e la sua prima vittoria in carriera nella massima categoria del Motorsport. Un risultato che non dovrebbe far discutere, ma che ha creato un quantità di polemiche impressionanti. Il motivo? La Rossa avrebbe potuto portare a casa una doppietta, gestendo meglio la situazione e imponendosi nel momento giusto con un team order che avrebbe spianato al strada a Charles Leclerc.

Carlos Sainz (Ansa Foto)
Carlos Sainz (Ansa Foto)

Dopo una straordinaria prima fase di Gran Premio, il monegasco si è aperto via radio, affermando “Fate qualcosa, per piacere”. CL16 aveva più ritmo del teammate e la situazione si era resa possibile nel momento in cui Verstappen aveva sopravanzato Sainz, proprio grazie ad un errore dello spagnolo. Dopo il lungo di Carlos, l’olandese ha iniziato a dettare il passo e gli uomini al muretto della Ferrari avrebbero potuto, immediatamente, switchare le posizioni, permettendo al monegasco di inseguire il leader della classifica mondiale. Il pilota della Red Bull Racing ha avuto un problema, evento più unico che raro negli ultimi due anni e mezzo, ed è stato risucchiato dal gruppone.

La Scuderia avrebbe potuto gestire in qualsiasi modo la situazione, salvo quello che ha portato alla fine Leclerc in quarta posizione. Carlos Sainz, inoltre, ha avuto prima l’ordine “liberi di lottare” al trentesimo giro e poi ha lasciato andare Leclerc giri dopo, non riuscendo a tenere il lap target prefissato dal team. Leclerc poteva avere il via libera molto prima e avrebbe avuto otto, nove secondi di margine. Ciò avrebbe consentito al #16 di avere il giusto margine sul #55 anche in caso di eventuale Safety Car che, puntualmente, è arrivata. Le indecisioni del team hanno portato la squadra a dover fare una scelta che avrebbero, tranquillamente, potuto evitare senza dover riflettere sulla P2/P3, in caso di doppio pit.

La Ferrari si è complicata la vita perché le gerarchie non sono chiare, o meglio non vi sono affatto, osservando quanto accaduto a Silverstone. La differenza prestazionale tra Sainz e Leclerc, nel corso dell’anno, è stata clamorosa e avrebbe dovuto invitare il team a prendere decisioni saggie, proprio per evitare incomprensioni. Il team capitanato da Mattia Binotto ha gettato all’ortiche tante vittorie e, nel caso di Silverstone, una doppietta assolutamente alla portata, considerati i problemi delle Red Bull Racing. Lewis Hamilton è stato autore di una bella gara, ma la Rossa avrebbe dovuto giocare a due punte. Non far rientrare Leclerc per montargli un treno di gomme soft è costato tantissimo, dato che Sainz lo ha sverniciato senza pietà nel finale. Il monegasco è stato poi superato anche da Perez e Hamilton, nonostante una difesa estrema. In Red Bull hanno stappato lo champagne, considerati tutti i problemi del weekend.

La scelta di Carlos Sainz

Non è la prima volta che lo spagnolo agisce, seguendo una propria linea. Forse considerati i disastri compiuti con il suo compagno di squadra, lo spagnolo tende a fidarsi più del suo intuito e agisce nel suo interesse. Monaco ha rappresentato la dimostrazione lampante che il figlio del Matador ha indovinato la giusta strategia, rischiando di vincere (se non fosse stato per l’impedimento di una Williams) e finendo, comunque, davanti a Verstappen e Leclerc. In Canada ha cercato di ritardare, quanto più possibile, la cessione della sua posizione, ritrovandosi poi nella condizione di essere il prescelto per il montaggio della gomma soft.

L’errore nell’errore sta nel pensare che la soft durasse solo un paio di giri, per poi accusare un calo repentino. Il degrado delle mescole con pista ultra gommata, con macchine scariche di benzina in 9 giri finali, avrebbe dovuto far riflettere gli strateghi della Rossa. I tecnici avevano immaginato uno scenario impossibile con Sainz a difesa di Leclerc, in un mismatch cronometrico enorme, con alle spalle due piloti affamatissimi come Hamilton e Perez sulle rosse. Sainz a quel punto si è lamentato via radio di questa ipotesi suicida e ha fatto quello che avrebbe fatto qualsiasi altro pilota messo davanti alla chance di vincere il suo primo Gran Premio. Gli è stato chiesto di tenere dieci lunghezze di macchina dal suo compagno di squadra, ma ha scelto la sua strada.

Al termine della corsa, Carlos ha dichiarato: “Sinceramente credo che oggi il team abbia gestito bene la gara. Non ho nulla da dire in merito. Ad un certo punto abbiamo cambiato posizione per ridurre al minimo il rischio di un undercut di Lewis (Hamilton). L’abbiamo eseguito perfettamente”. Il problema è avvenuto alla ripartenza, quando gli ingegneri della Rossa hanno chiesto al figlio del Matador di proteggere Leclerc su gomme hard. “Ho cercato di spiegare loro che probabilmente avevo dietro di me l’uomo più veloce oggi. Se fossi scivolato indietro di dieci metri e Lewis mi avesse raggiunto, anche Charles sarebbe stato preso”.

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Un discorso logico e che, dal suo punto di vista, non fa una piega. Ecco gli orari del prossimo fine settimana in Austria. Con le mescole soft il madrileno ha superato il monegasco, nel modo più veloce e sicuro possibile per evitare di subire gli attacchi di Hamilton e Perez. Entrambi avrebbero anche potuto superare Sainz se si fossero liberati prima di Charles, ma il #16 ha tenuto duro finché ha potuto, in qualche modo favorendo il #55. Sainz ha celebrato così il primo successo in carriera in F1, beneficiando della strategia favorevole della squadra, del sacrificio della suo teammate e soprattutto dando retta alle proprie intuizioni.