F1, guerra per il budget cap: ora spunta la soluzione

I team di F1 si lamentano del budget cap per l’aumento dell’inflazione. Adesso in soccorso potrebbe arrivare Liberty Media.

La F1 da diverso tempo è impegnata in cambiamenti vistosi del Circus. Dopo i regolamenti tecnici introdotti quest’anno (e che cambieranno ancora nel 2026), l’attenzione da diversi anni si è spostata anche sulla sostenibilità di tutto il “carrozzone” del Mondiale: dai viaggi dei team all’organizzazione di un GP, passando per il risparmio in fabbrica e il minor inquinamento della monoposto con biocarburanti. Grande attenzione infatti nei prossimi anni sarà messa proprio su questi ultimi fattori, che potrebbero portare a un cambio radicale anche nell’uso delle auto di tutti i giorni.

La Ferrari di Leclerc (ANSA)
La Ferrari di Leclerc (ANSA)

Oggi però le grandi discussioni in F1 sono soprattutto sul budget cap, introdotto dallo scorso anno, che pone un tetto alle spese di tutti i team per ogni stagione, altrimenti si rischiano multe e penalizzazioni. Ispirato a quello già presente soprattutto nei campionati professionistici americani, questo ha l’obiettivo di creare un Mondiale più equilibrato, limitando le possibilità di spesa dei team più ricchi e assicurarsi che tutte le scuderie possano andare avanti senza problemi economici per più stagioni.

Budget cap, forse ora si cambia

La scorsa stagione, la prima in cui è stato introdotto questo limite di spese per i team di F1, la spesa era pari a 145 milioni di dollari, ma l’accordo è di scendere di 5 milioni in ognuno dei due campionati successivi. E’ stato però previsto un incremento di un milione di dollari per ogni gara in più rispetto alle 21 GP iniziali e per questo nel 2022 è pari a 142 milioni di dollari.

Le cifre del budget cap sono relative esclusivamente allo sviluppo delle monoposto, quindi è escluso tutto il resto, dalle spese di marketing agli stipendi dei piloti e del personale. Ma in questa stagione c’è un grande problema. Con l’enorme inflazione dovuta alla guerra in Ucraina e non solo, i prezzi sono schizzati alle stelle. E già diversi team principal in F1 hanno annunciato che potrebbero sforare il budget cap, con il rischio poi di lasciare a casa dei dipendenti.

Ad oggi però già una squadra è incappata in sanzioni ed è la Williams, colpevole di un ritardo nella presentazione dei documenti finanziari inerenti alla scorsa stagione. Alla fine il contenzioso si è risolto “solo” con una multa di 25 mila dollari. Ma i problemi persistono. Mercedes, Ferrari, Red Bull, McLaren, Alpha Tauri e Aston Martin hanno implorato la FIA per mesi di aumentare il budget cap, adeguandosi all’inflazione corrente. Finora tutto sembrava essere bloccato, anche per colpa del veto di alcune squadre come Alpine, Alfa Romeo, Williams e Haas. La FIA però adesso sembra aver trovato il compromesso giusto che accontenta tutti i team di F1.

Si parla infatti di un intervento di Liberty Media, che pagherebbe ai team tre milioni di dollari. Altri però sembrano aver capito che ci sarà un aumento del 3% dell’attuale limite, che porterebbe quindi almeno 4,2 milioni di dollari in più. Questo denaro può quindi essere speso senza essere incluso nel limite di bilancio e a beneficiarne sarebbero anche le squadre che sono al di sotto del limite. Ma tutto ha un prezzo. Infatti pare che il supporto non sia proprio gratuito. Infatti Liberty Media dedurrebbe il sovrapprezzo dovuto all’inflazione dalla torta complessiva. Questo colpisce quindi le squadre ricche. Vedremo però se nelle prossime settimane passerà questa linea o continuerà ad essere guerra in F1 tra i team.