Red Bull e Mercedes ancora in guerra? Arriva la stoccata a sorpresa

Il circus è in fermento per la questione del porpoising. Red Bull Racing e Mercedes sono ai ferri corti e sulla questione si è espressa anche la Ferrari.

Siamo alle solite, il tormentone porpoising continua tra direttive tecniche e frecciate tra team. Il circus si è spaccato, i piloti richiedono attenzione sull’argomento per un fattore sicurezza, ma un cambio in corsa del regolamento sarebbe molto deleterio e potrebbe cambiare i valori di forza. Chi ha dimostrato di aver fallito il progetto ad effetto suolo, dovrebbe risolvere il problema in fabbrica, senza appellarsi all’aiuto della Federazione Internazionale dell’Automobile.

Mercedes Red Bull Racing (LaPresse)
Mercedes Red Bull Racing (LaPresse)

La squadra che, più di tutte, si è lamentata dei sobbalzi ad alte velocità è la Mercedes. Il condotto Venturi dell’auto risucchia al suolo la wing car e poi si solleva, causando i famosi sobbalzi. Si tratta di un movimento oscillatorio che alla lunga determina un fastidio fisico per i piloti e comporta performance al di sotto del potenziale. La Mercedes W13 avrebbe dovuto dominare la scena, ma il porpoising ha rovinato la festa al team capitanato da Toto Wolff. Il continuo su e giù ha scatenato polemiche perché in tanti hanno iniziato a lamentarsi degli effetti a lungo termine del porpoising.

Pierre Gasly ha dichiarato che i piloti finiranno per camminare con i bastoni tra qualche anno, sulla stessa linea di pensiero anche Carlos Sainz e, ovviamente, i driver della Mercedes. Il problema avviene, principalmente, ad alta velocità. Finché il pilota non riduce la top speed sui rettilinei, il movimento oscillatorio continua all’infinito. La squadra più in difficoltà rimane la Mercedes, nonostante ben tre mesi di stagione alle spalle e una quantità di dati raccolta impressionante. A quel punto è intervenuta una direttiva tecnica della FIA che è andata incontro alle esigenze delle squadre che risentivano dell’effetto porpoising. In F1 arrivano nuovi costruttori? Non solo Porsche ed Audi alla finestra.

Dopo aver visto Hamilton in difficoltà e aver definito la W13 una cassa di m***a al termine del Gran Premio di Azerbaijan, Toto Wolff ha potuto ammirare dei miglioramenti improvvisi in Canada. Lewis Hamilton è tornato sul podio, il suo secondo dopo quello in Bahrain, ma al di là della prestazione pura, è sembrato anche un progresso politico importante, per non dire una riaffermazione nella stanza dei bottoni. Il sette volte campione del mondo non era ancora stato in grado di trovare il miglior feeling con la wing car teutonica e i continui saltellamenti gli avevano causato, nei precedenti Gran Premi, un dolore lancinante alla schiena.

La reazione della Red Bull Racing

Binotto e Horner hanno mostrato delle perplessità sull’introduzione del secondo tirante, considerata anche la tempistica dell’introduzione. La FIA ha inviato la direttiva solo il giorno prima e, magicamente, la W13 era già pronta in pista con la novità tecnica. A riprova del miglioramento, Hamilton è balzato fuori l’auto senza patemi a Montreal, quando soli pochi giorni prima era stato costretto ad uscire a fatica dall’abitacolo, sorreggendosi all’halo. La Mercedes, inoltre, non è lontana dalla Ferrari nella graduatoria costruttori, nonostante le differenze di performance, anche perché si è dimostrata una vettura affidabilissima.

George Russell e Lewis Hamilton non si sono mai dovuti ritirare per problemi tecnici, a differenza dei top driver di Ferrari e Red Bull Racing. La Mercedes è a soli 40 punti dalla Scuderia nella graduatoria, mentre la Red Bull Racing svetta con 304 punti, ben 116 lunghezze in più del team di Brackley. In classifica piloti Verstappen sta dominando, avendo un ampio margine su tutti gli inseguitori. La RB18 non lamenta problemi di porpoising, risultando stabile e performante. I tecnici geniali del team austriaco, capitanato da Adrian Newey avevano previsto il porpoising.

Il progetto W13, invece, si è dimostrato essere un buco nell’acqua sin dai primi test prestagionali. L’auto senza pance non ha dato i risultati sperati, ma il recupero dovrebbe avvenire per meriti esclusivi dei tecnici Mercedes, ma senza tanti giri di parole Helmut Marko ha fatto intendere che qualcosa non quadra. La FIA ha deciso di ricoprire un ruolo di primo piano, finendo per intervenire sulla questione porpoising. “Sono totalmente d’accordo con Max, non è giusto cambiare qualcosa del genere durante la stagione”, ha dichiarato, ai microfoni di Marca, Helmut Marko a proposito delle precedenti dichiarazioni di Verstappen sulle nuove misure.

Non può essere la FIA a fare i nostri settaggi. Cambiare l’altezza implica cambiare assetto e la FIA non può farlo. Tutto questo è frutto di una squadra che ha dei problemi. Quella squadra dovrebbe risolversi da sola problemi che non interessano le altre squadre“, ha tuonato il consigliere della Red Bull Racing. Nonostante la questione non influisce sul team austriaco, in quanto la RB18 non ha alcun problema di porpoising, Marko ha aggiunto: “Penso che ci siano troppi parametri che non sono ancora chiari, quindi credo che la FIA debba fare un altro chiarimento”.