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Mercato

Auto elettriche, dietrofront sullo stop ai motori a combustione: cambia tutto

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Davide Russo

Dal 2035 in Europa si era deciso per il via libero obbligatorio alle auto elettriche. Una decisione ora cambia tutto. Ecco di cosa si tratta.

L’obiettivo “ecologico” europeo, annunciato nel 2021, era quello di mettere al bando le auto benzina e diesel dal 2035. Anche quelle ibride plug-in, metano o Gpl. Per molti marchi è scattata una vera e propria ansia da EV. “Le vetture elettriche sono il futuro”, lo slogan promosso in lungo e in largo, ma le auto alla spina possono attendere. I prezzi, inoltre, sono rimasti proibitivi, city car alla spina, comprese.

Auto elettriche (Adobe Stock)

Gli Ecobonus avrebbero dovuto incentivare milioni di italiani, ma sono risultati troppo pochi per dare un segnale di svolta. L’auto elettrica comporta una serie di vantaggi importanti per quanto concerne il bollo ed, eventualmente, il superbollo. L’assicurazione delle EV viene a costare in media il 30, 50% in meno rispetto ad un’automobile tradizionale. Non c’è bisogno del cambio dell’olio, del liquido refrigerante, dei filtri e di altri componenti di consumo.

Le agevolazioni ci sono, tuttavia il pensiero che una vettura 100% elettrica possa rappresentare l’unica soluzione è utopia. L’imposizione dal 2035 di un mercato automobilistico, esclusivamente, alla spina aveva lasciato col fiato sospeso gli automobilisti. La cessazione della produzione del motore termico in favore dei full electric rappresenta una strada non percorribile in alcune realtà. Difatti è stata bocciata la proposta sulla transizione green entro il 2035.

Auto elettriche, ecco la decisione che cambia tutto

Forza Italia e il Partito Popolare Europeo hanno ottenuto la modifica del pacchetto “Fit-for-55”, stabilendo che i veicoli, dopo il 2035, possano ridurre le emissioni del 90% e non del 100% come proposto inizialmente dalla Commissione Ue”. Così il promotore dell’iniziativa, l’eurodeputato di Forza Italia, Massimiliano Salini, relatore per il Partito Popolare Europeo sul “regolamento sugli standard di CO2 per auto nuove e veicoli leggeri“.

Intervistato dal Giornale.it Massimiliano Salini ha annunciato: “Sia la Commissione Industria che quella dei Trasporti hanno espresso la posizione sui nuovi standard di CO2 in atmosfera per macchine e veicoli. Il relatore principale, il bulgaro Vitanov, ha tenuto una posizione totalmente diversa da quella che poi è passata. La proposta prevedeva che, secondo il socialista, entro il 2035 si sarebbero dovute immatricolare il 100% di veicoli elettrici. Il metodo di verifica per definire la quantità di emissioni era la verifica allo scarico dell’autoveicolo. Questa precisazione è importante perché, usando come metodo di verifica soltanto la scarico, non è stata presa in considerazione che l’elettricità utilizzata può essere prodotta da una centrale a carbone che emette tanta CO2 in atmosfera“.

Se fosse rimasto valido il concetto del noto 100% elettrico, sarebbe stata la fine dei motori tradizionali. Il 90% abolisce l’unicità del motore completamente a batterie e il check “si sostituisce con una verifica dell’intero processo, così da avere una filiera coerente e non solo un punto in cui si definisce una performance ambientale“. La questione è molto delicata perché “a inquinare non è il motore a combustione interna, ma come lo alimenti.
Se lo alimentiamo con nuovi carburanti, dal gas liquido naturale al biogas o bio, i nuovi carburanti su cui è stato fatto un enorme lavoro di studio, si possono alimentare i motori a combustione interna con risultati molto importanti e senza quella assurdità industriale dell’abbattimento delle filiere manifatturiere“. Un trionfo che salverà migliaia di posti di lavoro. Vedremo la reazione delle case costruttrici a questo clamoroso cambio di paradigma.

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Davide Russo

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