F1, Eddie Irvine “spinge” Hamilton al ritiro: parole che fanno discutere

L’ex pilota della Ferrari, Eddie Irvine, ha scelto di dire la sua sulla stagione di Lewis Hamilton e non si è tirato indietro su una questione molto delicata che riguarda il driver della Mercedes.

Eddie Irvine ha corso con la Scuderia Ferrari dal 1996 al 1999. Quattro stagioni che lo hanno portato ad un passo dal conquistare, a sorpresa, una corona iridata. Nel 1999 il nord irlandese vinse quattro gare, una delle quali in Australia e solo all’ultimo atto del mondiale si piegò a Mika Hakkinen. Sono trascorsi vent’anni dall’ultima stagione in F1 di Irvine, tanto cose sono cambiate da allora. I suoi business oggi si estendono da Londra a Miami, passando per Milano e Santa Margherita Ligure.

Lewis Hamilton Eddie Irvine (Ansa Foto)
Lewis Hamilton (Ansa Foto)

L’ex compagno di squadra di Michael Schumacher sta osservando da vicino le performance di Charles Leclerc e Carlos Sainz. Oggi la Ferrari è tornata a fare la voce grossa, come a sprazzi accadde nel 1999. Il nord irlandese ha spiegato che nel 1999 la F399 era molto più lenta dei rivali della McLaren Mercedes, ma Eddie rimase in lizza per il titolo per i problemi di affidabilità delle frecce d’argento, più che per il passo della Ferrari.

In Australia nel 1999, gara inaugurale del campionato, i problemi di affidabilità caratterizzarono la corsa di Hakkinen e Coulthard, dando il via libera al nativo di Newtownards. Michael Schumacher in quella annata ebbe il terribile incidente di Silverstone e Eddie divenne il pilota di punta della stagione. Eddie ricorda bene Mattia Binotto con cui ha lavorato negli anni a Maranello. Il pilota ha sottolineato che Binotto è sempre stato molto calmo ed è stato fondamentale tenerlo per dare continuità in questa nuova era della F1.

Eddie Irvine, amore per la Ferrari e bordata a Lewis Hamilton

Il pilota nord irlandese, in merito alle scelte dei vertici di Maranello, in una intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport, ha spiegato: “Bisogna dare tempo alle persone: Jean Todt arrivò alla Ferrari nel 1993 e impiegò sette anni prima di vincere il titolo, pur avendo il miglior pilota del mondo. In quella squadra oltre a Todt e Schumacher, c’erano Ross Brawn e Rory Byrne. Eppure c’è voluto un sacco di tempo per vincere. Dunque quello che ha ottenuto Mattia sinora ha dell’incredibile. Sono contento per lui perché da dove era (motorista della squadra test) a diventare il boss della squadra, ha compiuto un passo incredibile“.

Nel 1999 Eddie Irvine si tolse la soddisfazione di festeggiare il titolo costruttori con la squadra italiana. Sulla Formula 1 attuale il pilota non ha dubbi e considera Leclerc complessivamente più completo di Max Verstappen. “Credo non ci sia nessuno più veloce di Verstappen, ma fa ancora tanti errori e Leclerc no“. Qualche errore il monegasco lo ha commesso, come a Monaco nel 2020, ma la sua guida è sempre molto pulita. “Leclerc è molto intelligente, ha personalità, è maturo. In questo senso Verstappen mi sembra ‘più giovane’ nella testa. ma è baciato da un grande talento“.

Max Verstappen sbaglia perché si lascia trascinare dal suo essere aggressivo – ha dichiarato Irvine – penso che Hamilton l’anno scorso abbia agito in modo tale da evitare incidenti per un bel po’. Poi deve aver pensato ‘Adesso basta, vuoi delle collisioni? Le avrai’. E questo per poco non costava a Verstappen il campionato perché Lewis ad Abu Dhabi lo ha distrutto. Ed è un peccato non l’abbia vinto perché lo avrebbe meritato, ma avrebbe dovuto ritirarsi“.

Eddie Irvine ha sganciato la bomba e ha spiegato un concetto che in molti non osano pronunciare in merito ad Hamilton. “Io non penso che quest’anno riuscirà a fare molto. È un duro, ma anche per lui, abituato alla miglior macchina, qualificarsi così dietro è frustrante“. Come se non bastasse l’ex Ferrari ha asfaltato anche il team Mercedes.

Hanno mezzi e infrastrutture per fare molto, ma ora debbono fare i conti con il tetto alle spese, ai miei tempi non c’era. Alla Jaguar realizzammo una seconda macchina per le ultime 4-5 gare dell’anno, ma non c’era limite di budget. Una Mercedes in difficoltà non mi dispiace, perché non è un brand che mi fa impazzire. Quando Schumacher decise di tornare con loro, pensavo fosse un grave errore: lui tedesco tutto d’un pezzo, in un team tedesco, non mi pareva una accoppiata molto sexy. Attenzione: Hamilton è un gran personaggio e amo Toto Wolff per quello che pensa e dice. Loro sono due stelle. Ma nella mia testa la Mercedes resta un vecchio marchio che costruisce macchine solide. Sono tornati a correre proprio per modificare la loro immagine, con me non ci sono riusciti“, ha concluso Irvine.