Mercedes, brutte notizie per la F1 W13: adesso diventa dura per i campioni

La Mercedes F1 W13 ha palesato diverse problematiche nelle prime due gare. La power unit non è certo esente da qualche guaio imprevisto.

Un inizio così difficile per la formidabile Mercedes non lo avrebbe potuto prevedere nessuno. Al contrario di quanto si potrebbe pensare a vedere le forme estreme della monoposto, la F1 W13 si è dimostrata, per ora, un vero e proprio buco nell’acqua, difficile da mettere a punto.

Mercedes F1 W13 (LaPresse)
Mercedes F1 W13 (LaPresse)

Lewis Hamilton e George Russell non hanno la possibilità di infastidire Red Bull e Ferrari, e solo grazie al doppio ritiro delle RB18 in Bahrain il sette volte campione del mondo è salito sul podio. In Arabia Saudita, il britannico è stato addirittura eliminato in Q1, per poi rimontare in gara sino ad un modesto decimo posto. Il suo nuovo compagno di squadra ha chiuso quinto, dopo una domenica spesa nella terra di nessuno.

La Mercedes si era presentata ai test del Bahrain con una monoposto priva di sidepod, che secondo le indiscrezioni, risultava più veloce di circa un secondo rispetto alla versione vista alle prove invernali di Barcellona. In realtà, sin dalle prime battute sulla pista di Sakhir si era visto che la F1 W13 era in grossa difficoltà, specialmente per via di un porpoising molto accentuato rispetto agli avversari.

Le velocità di punta non si sono dimostrate all’altezza della concorrenza, con  Hamilton e Russell che a stento hanno toccato i 324 km/h in quel di Jeddah. Con la Red Bull c’è una differenza di oltre 10 km/h, mentre la Ferrari si attesta attorno ai 328, ma recupera poi alla grande nei tratti guidati.

Telaisticamente, la freccia d’argento ha dei seri problemi, che non le permettono di replicare le prestazioni del Cavallino. In Arabia Saudita abbiamo visto Lewis dover combattere per tenere in pista la vettura, che in gara soffre di un eccessivo consumo delle gomme, cosa mai vista in passato. Toto Wolff ha addirittura dichiarato che le prestazioni sono inaccettabili, e che il team di Brackley sembra essere tornato al 2013.

Mercedes, sulla power unit è impossibile intervenire

In casa Mercedes si ostinano a parlare di una power unit molto vicina a quelle di Ferrari ed Honda, gettando la croce su un’eccessiva resistenza all’avanzamento che penalizza la F1 W13. In Australia arriverà una nuova ala posteriore che tenterà di arginare il problema, ma qualche dubbio è comunque presente sull’unità propulsiva.

Per avere una conferma basta guardare i motorizzati dalla power unit di Brixworth: McLaren, Aston Martin e Williams stanno soffrendo enormemente in questo avvio di campionato, con il team di Woking che è stato l’unico a marcare punti grazie al settimo posto di Lando Norris in Arabia Saudita.

La Mercedes, ricordiamo, così come gli altri team, non potrà intervenire sulla power unit per aumentarne la potenza. Dal GP del Bahrain infatti, è iniziato il famoso congelamento, che durerà sino alla fine del 2025, ultimo anno di questa tipologia di power unit che verranno in seguito modificate.

Gli unici interventi possibili sono concessi per motivi di affidabilità, ma al momento non ci saranno deroghe, come annunciato dal responsabille tecnico della FIA, Nicolas Tombazis, intervistato da “La Gazzetta dello Sport“: “Nessuno dei quattro motoristi presenti in griglia è in difficoltà in questo momento, le prestazioni sono molto simili tra di loro“.

Quando si è discusso di introdurre il congelamento delle power unit abbiamo stabilito che, se uno si fosse trovato in difficoltà, tutti si sarebbero impegnati in buona fede a discutere come risolvere il problema, magari consentendo qualche piccolo sviluppo. Devo dire che non c’è interesse a condannare qualcuno a stare dietro per ben quattro anni. Non è ideale congelare i motori per tanto tempo, ma abbiamo dovuto farlo perché sarebbe stato insostenibile per i costruttori sviluppare queste unità e quelle che saranno introdotte nel 2026“.