Red Bull, che sgambetto alla Mercedes: così è cambiato il mondo in F1

La Red Bull ha portato a Milton Keynes tanti tecnici provenienti dalla casa della Stella a tre punte. Helmut Marko racconta le trattative.

Dopo anni di passeggiate solitarie della Mercedes, la Red Bull e Max Verstappen sono riusciti a spodestare il trono della F1 a Lewis Hamilton ed al team di Brackley. Nel clamoroso e discusso finale di Abu Dhabi, l’olandese è riuscito a beffare il sette volte campione del mondo all’ultimo giro, mentre la casa della Stella a tre punte si è consolata portando a casa l’ottato titolo costruttori consecutivo nell’era ibrida.

Red Bull (LaPresse)
Red Bull (LaPresse)

Nel corso dell’inverno, le due squadre hanno presentato dei progetti diametralmente opposti, con la Red Bull che è riuscita a mantenersi in vetta e la Mercedes che ha perso gran parte del proprio potenziale. Le prime due gare sono lì a testimoniarlo, con gli uomini di Christian Horner che ora devono fronteggiare la Ferrari e non più il team di Brackley, che è alle prese con i mille problemi di gioventù della nuova freccia d’argento.

Il Cavallino, dopo anni di sofferenze e delusioni, è tornato finalmente dove gli compete, ed ora comanda entrambe le classifiche mondiali dopo i primi due appuntamenti. Con una vittoria, un secondo posto e due giri veloci, Charles Leclerc è davanti a tutti tra i piloti con 45 punti, seguito dai 33 di Carlos Sainz, i 25 di Verstappen ed i 22 di George Russell. Hamilton, a causa del pessimo fine settimana di Jeddah, ha portato a casa solo 16 punti.

La Scuderia modenese è davanti a tutti anche tra i costruttori con 78 punti conquistati su 88 disponibili, davanti ai 38 della Mercedes ed ai 37 degli anglo-austriaci. La prossima tappa, in Australia, sarà già decisiva per la banda di Toto Wolff, che rischia di arrivare alle prime tappe europee con un gap già importante nelle classifiche mondiali.

Red Bull, Helmut Marko racconta la spesa in Mercedes

La Red Bull, come sappiamo, non può più contare sull’apporto ufficiale della Honda, che dopo la vittoria iridata di Max Verstappen ha lasciato la F1, pur continuando a produrre le power unit per i “bibitari” e l’AlphaTauri. Come avrete potuto notare, nelle grafiche prodotte dal Circus, accanto ai nomi dei due team, compare la dicitura “RBPT”.

Questo acronimo sta per Red Bull Powertrains, vale a dire un reparto apposito aperto dal team di Milton Keynes per la gestione in privato delle unità propulsive. L’inizio di questa nuova avventura non è stato facilissimo, dal momento che entrambe le RB18 sono uscite ritirate dal GP del Bahrain per un guasto alla pompa del carburante, ma soprattutto per quanto accaduto a Pierre Gasly e Yuki Tsunoda, che hanno portato a casa un ko a testa nelle prime due tappe.

Tuttavia, la compagine diretta da Christian Horner ha svolto un duro lavoro per arrivare a gestire in privato le power unit Honda, e per farlo sono stati sottratti ben cinquanta motoristi alla Mercedes. Di tutto ciò ha parlato Helmut Marko in un’intervista riportata da “Motorsport.com“.

Se credo che i nostri acquisti abbiano influito sulle scarse performance della Mercedes? Sì, qualcosa del genere è accaduto, credo che una perdita di queste dimensioni non sia indifferente, è abbastanza normale che possa creare qualche difficoltà. E poco tempo prima se ne era andato anche Andy Cowell“.

Per quanto riguarda il lavoro in vista del 2026, quando verranno introdotte le nuove power unit prive di MGU-H, Marko ha confermato che i lavori sono già partiti: “Ci stiamo già iniziando ad occupare del motore in conformità con i regolamenti 2026, siamo molto felici di essere in grado di far fronte a questo programma“.

“I nuovi motori dovrebbero essere completamente funzionanti nella seconda metà di questa stagione, e ciò significa che i banchi di prova saranno calibrati e funzionanti. Parallelamente, ovviamente, dovremo anche allestire una linea di produzione e questo sarà il passo successivo”.